Verso la nuova SFDR
Le direttrici chiave della revisione: perimetro, categorie di prodotto e semplificazione informativa
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Dall’analisi della preparazione normativa a quella dell’impatto, dalla valutazione della governance a quella della metodologia. Nel giorno in cui entrano in vigore le linee guida Esma sui nomi dei fondi che utilizzano termini legati a ESG o a sostenibilità, Ark Invest Europe ha stilato un vademecum dedicato ai fund selector. La guida, intitolata appunto ‘How to navigate sustainable investing in 2025’, offre infatti molti consigli pratici per orientarsi in un panorama in rapida evoluzione. E lo fa attraverso indicazioni chiare e operative per migliorare l’esame delle strategie, promuovere una vera accountability e garantire un allineamento autentico con i mandati etici.
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Con il rafforzarsi della regolamentazione in materia, i fund selector devono infatti analizzare ciò che gli emittenti offrono concretamente. Per questo la guida propone indicazioni operative applicabili in modo trasversale a tutto il panorama degli investimenti sostenibili. E fornisce approfondimenti specifici sull’applicazione sia ai fondi passivi sia a quelli gestiti attivamente. In particolare, secondo gli esperti di Ark Invest Europe, sono cinque i consigli chiave di due diligence per orientarsi nella selezione di fondi sostenibili.
Il primo consiglio riguarda proprio la verifica della disponibilità di metodologie. Richiedere piena trasparenza sul modo in cui i fondi operano, si legge, significa infatti comprendere come vengono non solo valutate ma anche selezionate e pesate le aziende in base alla sostenibilità. E soprattutto come le quote di ‘investimenti ESG’ siano effettivamente collegate ad attività economiche reali, evitando l’uso di metriche fuorvianti. L’assenza di informazioni dettagliate rappresenta “un campanello d’allarme significativo”, mettono in guardia gli esperti.
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Strettamente connesso al primo è il secondo consiglio: assicurarsi che le metodologie siano applicate. Che tradotto vuol dire: andare oltre la documentazione. Come test di verifica, viene suggerito, si possono selezionare casualmente cinque aziende in portafoglio e richiedere prove concrete dell’approccio applicato. Questo può includere una scheda sintetica per ciascuna, che descriva come è stata identificata, valutata e selezionata dal fondo secondo la metodologia dichiarata (inclusi eventuali punteggi di impatto).
Importante è poi anche considerare la preparazione normativa. È bene infatti selezionare gli emittenti che dimostrino un approccio proattivo all’evoluzione degli standard e che non abbiano ridimensionato le loro dichiarazioni di sostenibilità in risposta al controllo legislativo. Altro punto cruciale è valutare l’integrità della governance: una solida gestione ESG, inclusa una supervisione indipendente, risulta infatti essenziale per evitare il greenwashing e garantire che gli impegni etici siano applicati. Infine bisogna analizzare l’impatto dei fondi. Quelli con etichetta Impact devono rispettare i più elevati standard, garantendo un collegamento trasparente tra valutazioni previsionali e reporting retrospettivo.
“Abbiamo sfruttato la nostra esperienza unica nell’investimento sostenibile e tematico per supportare i fund selector nell’orientarsi nell’attuale incertezza dello scenario normativo”, spiega l’autrice della guida Kate Naumova, che conclude: “Con il continuo inasprimento delle normative, i selezionatori dovranno ora esaminare ciò che gli emittenti stanno effettivamente offrendo nella pratica”. Lo sforzo compiuto da Ark si basa in effetti su una consapevolezza precisa, sottolineata dal co-head Europe della società Stuart Forbes. “L’investimento sostenibile sta attraversando un momento critico in termini di credibilità e, con il crescente scetticismo degli investitori, proprio i fund selector si ritrovano a ricoprire il ruolo di veri e propri gatekeeper della verità”. Da qui la necessità di “andare oltre le etichette di marketing” per assicurarsi che i fondi contribuiscano realmente a risultati sostenibili.
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