Ipc di agosto ai minimi da 18 mesi, meglio delle attese. Calano i timori per la spirale salari-prezzi. Ma per i gestori un rialzo dei tassi dello 0,25% è l’ipotesi più probabile
L’inflazione rimescola le carte in tavola per la Bank ok England. Ad agosto l’indice dei prezzi al consumo della Gran Bretagna è infatti inaspettatamente sceso al 6,7% dal 6,8% precedente, contro il 7% previsto dagli analisti. Un dato, il più basso degli ultimi diciotto mesi, che è arrivato alla viglia della riunione della banca centrale di Londra e ha quindi immediatamente aperto alla possibilità di una pausa nel ciclo di rialzo dei tassi più rapido degli ultimi trent’anni.
Fino alla pubblicazione del report mensile dell’Office for National Statistics, l’ipotesi di un nuovo aumento (il quindicesimo) del costo del denaro dello 0,25% era data quasi per scontata dai mercati. Ma l’ampiezza della sorpresa è tale da poter rimescolare le carte in tavola: anche l’inflazione di fondo, quella al netto delle componenti più volatili come cibo ed energia, è infatti calata al +6,2% contro il +6,9% del mese precedente e il +6,8% del consensus. Su base mensile, l’indice generale ha registrato un incremento dello 0,3% dopo il -0,4% di luglio (+0,7% le stime), mente quello core è aumentato dello 0,1% dal +0,3% precedente e contro il +0,6% preventivato.
I numeri migliori delle attese hanno intanto spinto la sterlina al ribasso rispetto al dollaro e all’euro, in quanto gli investitori hanno subito ridimensionato le scommesse su futuri rialzi dei tassi di interesse. Si attenua infatti la preoccupazione di una persistente spirale salari-prezzi, principale preoccupazione della BoE e del governo di Rishi Sunak. Ora, secondo gli analisti, l’istituto potrebbe prendersi una pausa oppure procedere con l’ultimo ritocco, al 5,5% dal 5,25%, anche alla luce del rallentamento dell’economia britannica.
La view dei gestori
Gero Jung, chief economist di Mirabaud Am
Per Gero Jung, chief economist di Mirabaud Am, l’istituto centrale domani opterà comunque per un ulteriore ritocco di un quarto di punto. “L’indice dei prezzi al consumo dei servizi è leggermente superiore alle stime della Banca d’Inghilterra, il che sembra sostenere la necessità di ulteriori rialzi dei tassi, mentre la crescita dei salari rimane forte”, afferma. L’esperto fa infatti notare come da maggio a luglio la crescita annuale delle retribuzioni (bonus esclusi) si sia confermata al 7,8% del trimestre precedente.
Parla di rialzo ‘dovish’ Paul Skinner, managing director e investment director di Wellington Management, secondo cui la BoE ritoccherà il costo del denaro dello 0,25% e cercherà di dare l’impressione di aver terminato il ciclo. “La Bank of England vorrebbe che pensassimo che la questione sia conclusa e la corsa dei prezzi sconfitta. Ma, sebbene possa mostrare una certa moderazione a breve termine, il carovita continuerà a essere persistente e difficile da ripristinare all’interno dell’intervallo richiesto”, avverte.
Secondo l’esperto, ci sono due fattori principali che interessano l’inflazione nel Paese. “Il Regno Unito ha beneficiato a lungo della deflazione da importazioni di prodotti manifatturieri più economici, ma ora la globalizzazione è invertita e ci sarà una significativa pressione inflazionistica”, spiega. In secondo luogo, a suo parere, la combinazione tra una corsa dei salari all’8,5% annuo e la persistente rigidità del mercato del lavoro continuerà a sostenere i prezzi.
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