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MainStreet Partners: nel primo semestre riparte la corsa. A far da traino le obbligazioni verdi, che valgono il 57% delle emissioni totali. Europa protagonista. Ma sui fondi incombe la normativa Esma
Dopo la leggera frenata segnata lo scorso anno, nella prima metà del 2024 i green, social e sustainability bond hanno ripreso con decisione la loro corsa, mostrando una solida capacità di resilienza in un difficile contesto macroeconomico e geopolitico. In appena sei mesi, infatti, le emissioni hanno sfondato quota cinquemila miliardi di dollari, contro i quattromila miliardi registrati nell’intero 2023. Il bilancio arriva dall’ultimo report trimestrale sulle obbligazioni GSS targato MainStreet Partners, che ancora una volta evidenzia l’assoluto protagonismo dei titoli verdi. Questi rappresentano infatti il 57% delle emissioni totali e nel primo semestre del 2024 hanno toccato il record di 356 miliardi di dollari, mettendo a segno il periodo più attivo della loro storia.
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L’Europa rimane capofila a livello globale, con gli emittenti del Vecchio Continente che hanno emesso sul mercato l’equivalente di 291 miliardi di dollari, il 13% in più rispetto all’anno scorso. Ma una decisa accelerazione sta arrivando dagli emittenti asiatici, anche grazie all’intervento del governo giapponese con il suo Green Transition Bond.
Green bond tra utility e carbon footprint
Più nel dettaglio, dall’indagine emerge il ruolo centrale delle utility. Il settore è infatti in prima linea nella decarbonizzazione, con il 39% del debito emesso sotto forma di green bond, utilizzati prevalentemente per finanziare progetti di transizione energetica. Altro trend significativo è quello della crescente importanza del carbon footprint nei progetti finanziati tramite obbligazioni verdi che, come sottolineano gli analisti di MainStreet Partners, offrono uno strumento chiave per i gestori patrimoniali che perseguono obiettivi di zero emissioni nette.
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Sul fronte dei dei sustainability-linked bond, il documento mette in evidenza un significativo miglioramento strutturale. Gli emittenti di SLB hanno infatti raggiunto in media il 70% di copertura delle loro emissioni di gas serra con obiettivi di sostenibilità (SPT), rispetto al 58% del 2023. Un balzo dovuto soprattutto a un crescente impegno verso strategie di transizione più ambiziose.
Oltre 120 fondi GSS costretti a cambiare nome o portafoglio
Infine, il report ha analizzato l’impatto delle normative sul mercato dei fondi che investono in GSS bond, sottolineando come le direttive dell’Esma stiano provocando delle conseguenze importanti per il settore. In particolare, le linee guida sull’uso dei nomi dei comparti legati alla sostenibilità costringeranno i gestori a conformarsi a benchmark climatici stringenti. E, secondo lo studio, almeno 122 fondi obbligazionari GSS saranno costretti a modificare i loro portafogli o cambiare denominazione per adeguarsi ai nuovi requisiti normativi.
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Secondo Jaime Diaz-Rio Varez, research associate di MainStreet Partners, i risultati dello studio mettono in luce la crescita organica e solida del mercato dei GSS bond. E le emissioni record di quest’anno sottolineano il ruolo cruciale che questi strumenti rivestono nel finanziare la transizione verso un’economia più verde e sostenibile. Tuttavia, avverte l’esperto, “per mantenere questo slancio, è fondamentale che le autorità regolamentari proseguano nella loro missione di creare un ambiente trasparente per gli investitori; supportando al contempo gli emittenti durante il loro percorso di transizione”.
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