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L’anno prossimo la società compirà 18 anni di presenza sul mercato italiano e tra gli obiettivi principali c’è l’allargamento della gamma di ETF attivi lanciati nel 2025 che, per Tommaso Tassi, “hanno interpretato al meglio le esigenze di trasparenza, liquidità, facilità di accesso e costi contenuti di molti investitori”
In un contesto di mercato in cui crescita economica, inflazione relativamente contenuta e listini azionari tonici convivono con rischi crescenti – geopolitica, dazi, pressione sui costi ed esplosione del debito pubblico – il margine di errore per banche centrali e investitori si è drasticamente ridotto. È in questo scenario che, secondo Tommaso Tassi, Country Head Italia di Columbia Threadneedle Investments, la gestione attiva torna a giocare un ruolo chiave nella ricerca di alpha e nel governo del rischio.

Perché oggi la gestione attiva conta di più
Tassi descrive un quadro “a due facce”: da un lato, dati macro ancora favorevoli e utili societari in crescita; dall’altro, un accumulo di incognite che rende più fragili le traiettorie dei mercati. In questo contesto, la priorità non è solo partecipare alla crescita, ma capire dove si annidano i rischi, evitando concentrazioni eccessive su pochi titoli, settori o aree geografiche. Dal punto di vista dell’esperto, una diversificazione che vuole essere efficace ha bisogno di essere “tridimensionale” e cioè deve tener presente non solo asset class e temi di investimento, ma anche aree geografiche, con quello che significa oggi ragionare per geografie, e cioè tenere conto dei rapporti geopolitici che ora più che in passato soggiacciono alle scelte di investimento. Ad esempio, volendo guardare al prossimo anno, “possibili sorprese positive potrebbero arrivare dall’Europa e dal Giappone”. Ma nella tridimensionalità sopraccitata bisogna tenere conto anche di alcuni trend strutturali, in primis tecnologia e intelligenza artificiale, “che stanno catalizzando flussi d’investimento enormi”. “Non tutte le società, però, usciranno vincitrici da questa corsa” specifica Tassi, “ed è qui che il ruolo del gestore attivo diventa decisivo nel selezionare i potenziali vincitori di lungo periodo ed evitare i titoli più deboli.”
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ETF attivi: la “rivoluzione silenziosa”
Sul fronte degli strumenti, Tassi riconosce come gli ETF siano diventati uno dei “giocatori chiave in campo” nel 2025: “Hanno interpretato al meglio le esigenze di trasparenza, liquidità, facilità di accesso e costi contenuti di molti investitori. Ma lo scenario, oggi, è diverso da quello in cui gli ETF passivi si sono affermati”. Secondo la società, la vera novità è la crescita degli ETF attivi, che Tassi definisce una sorta di “rivoluzione silenziosa”: “prodotti che combinano il formato ETF con un approccio di gestione attiva, più adatto a un contesto di mercato complesso e meno lineare rispetto al passato.”
La casa ha deciso di portare in Europa strategie già collaudate sul mercato americano, dove gestisce oltre 16 miliardi di dollari in queste soluzioni, rendendole disponibili agli investitori europei e italiani. Il punto di partenza è rappresentato dai “building block” core dell’azionario di Stati Uniti, Europa e Paesi emergenti. Qui l’indice diventa la base su cui innestare un modello quantitativo proprietario, affiancato da analisi sulle strategie sottostanti per costruire portafogli allineati all’indice da un punto di vista settoriale e geografico. In prospettiva, spiega Tassi, “una volta coperti i segmenti core, la gamma potrebbe estendersi verso aree più specialistiche, come tecnologia o small cap, sulla base della domanda degli investitori”.
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Verso il 2026: gestione attiva, ETF e servizio
Guardando al 2026 – anno in cui Columbia Threadneedle festeggerà 18 anni di presenza in Italia: una sorta di “maggiore età” sul mercato domestico – la società punta a proseguire su tre direttrici, racconta il Country Head: rafforzare il ruolo della gestione attiva come leva per governare rischi e cogliere opportunità in un contesto di mercato più selettivo, ampliare la gamma ETF attivi, rendendo disponibili soluzioni che coniughino efficienza di costo e capacità di selezione, investire nella relazione con distributori e istituzionali, per offrire non solo prodotti, ma un servizio di lungo periodo e soluzioni costruite sulle esigenze specifiche di ciascun interlocutore.
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