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Scenari Immobiliari certifica una crescita del 4,5% a livello globale e del 4,6% a 1.600 miliardi in Europa. Mercato italiano su del 6,5% a 131 miliardi. E il 2024 si prospetta positivo: per i player “sarà un anno d’azione”. Focus sulla diversificazione
Per il ‘mattone gestito’ non c’è contesto negativo che tenga. I fondi quotati, non quotati e i real estate investment trust hanno infatti continuato a correre anche nel 2023, mettendo a segno una crescita del patrimonio del 4,5% e toccando quota 4.650 miliardi di euro. Con i reit che da soli concentrano circa il 76% degli asset in gestione. A fare i calcoli è il rapporto 2024 sul settore di Scenari Immobiliari e Studio Casadei, secondo cui la fase espansiva prosegue sia in Europa che in Italia. E quest’anno si preannuncia ancora più positivo, con i player che puntano come non mai sulla diversificazione.
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Europa, patrimonio triplicato in dieci anni
Nel Vecchio Continente, il mercato del risparmio gestito in immobili ha archiviato il 2023 con una raffica di segni più. Complessivamente sono operativi 1.973 fondi e 276 reit, in aumento sul 2022, con un patrimonio totale pari a 1.600 miliardi di euro (+4,6%). Il peso dei veicoli europei a livello globale rimane stabile e pari al 34,4%, ma cresce in volume e conferma il ciclo positivo degli ultimi anni. Allo scorso dicembre, le masse gestite dagli otto Paesi principali del blocco hanno toccato i 943 miliardi, tre in meno dell’anno precedente. A dominare è sempre la Germania, prima per dimensione, seguita da Lussemburgo e Francia. Appena fuori dal podio l’Italia, il cui mercato vale 114 miliardi e con performance dell’1,9% contro una media di 2,2%.
Mercato italiano in crescita: vale il 12% di quello europeo
Secondo il report, anche il comparto dei fondi immobiliari italiani continua a registrare un trend di crescita deciso. E il suo peso sul resto dei veicoli europei è di oltre il 12%. Il Nav tricolore a fine 2023 ha infatti raggiunto i 114 miliardi di euro, con un incremento dell’8,6% sull’anno precedente, mentre il patrimonio immobiliare detenuto direttamente dalle 60 Sgr e dai 640 fondi attivi è aumentato del 6,5% e ha toccato i 131 miliardi. Le previsioni per il 2024 sono per un ulteriore incremento del 5,3%, con il patrimonio su del 4,6% e un numero di strumenti intorno alle 660 unità.
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Il 2024? Per i player sarà un anno di azione
Nonostante uno scenario globale complesso, a cui si aggiungono le crisi politiche e le guerre in corso, il presidente di Scenari Immobiliari Mario Breglia crede che il comparto nel suo insieme abbia mostrato una buona capacità di resistenza e vede un quadro “decisamente più positivo” per il 2024. “Gli investitori potranno contare su un contesto meno caotico per quanto riguarda le quotazioni e su una direzione della politica monetaria in discesa”, spiega. Inoltre, dal suo punto di vista, i fondamentali del mercato si confermano solidi se non in crescita nella maggior parte delle asset class. Tutti fattori che inducono i grandi player ad aspettarsi una anno di azione, dopo 12 mesi di pausa. Se insomma il 2023 si è rivelato sfidante, con una decrescita del capitale globale e il rialzo dei tassi interesse che hanno ridotto del 50% gli investimenti, ora Breglia ritiene sia il momento di “rifinanziare, rinnovare i prodotti e bilanciare i portafogli”. Anche perchè il 2025 porterà con sè una ripresa ancora più decisa.
Focus sulla diversificazione
Francesca Zirnstein, direttore generale di Scenari Immobiliari, fa notare come il patrimonio dei fondi continui a essere diviso tra due aree: le allocazioni core, con buona occupazione ma anche discreti rendimenti e canoni a mercato; il mondo degli investimenti value-added, che diventano immobili prime, di alta qualità, ad eccellente localizzazione e elevati canoni prospettici”. Secondo l’esperta, “entrambi possono godere di cash flow solidi e del sostegno di contratti di lungo periodo”. Quanto all’Italia, l’asset allocation delle masse ha visto variare una crescita di residenziale e logistica. Per Zirnstein le prospettive per quest’anno, sulla base delle indicazioni raccolte tra le Sgr che hanno partecipato alla realizzazione del rapporto, sono all’insegna di un cauto ottimismo: “Ci saranno incremento degli AuM e diversificazione dei portafogli rispetto alla composizione attuale”.
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