La società chiude l’anno con un fatturato di 1,3 miliardi (+6,4%) e profitti per 653 milioni (+7,1%). Boom della raccolta gestita, che tocca i 4,1 miliardi (+53,8%). Il ceo Foti chiude al risiko: “Interessati a crescita organica”. E per il 2025 proposto dividendo unitario di 0,74 euro
È un 2024 da record quello appena chiuso da Fineco. Ad annunciarlo è stato lo stesso ceo Alessandro Foti, che ha raccontato alla stampa di ricavi in crescita del 6,4% a 1,3 miliardi di euro e un utile netto giunto a record storico di 653 milioni (+7,1%). Un successo che il numero uno dell’istituto ha attribuito soprattutto all’attività di assetmanagement, capace di raggiungere masse pari a 6,8 miliardi e registrare una raccolta di 10,1 miliardi. Prospettive rosee si delineano dunque anche per il futuro, dal quale sembra però esclusa l’ipotesi di prendere parte al risiko bancario in corso.
Come spiegato da Foti, i risultati positivi sono principalmente dovuti all’ottima performance dell’area Investing. Questo settore ha infatti registrato un incremento dei ricavi del 11,7%, sostenuto da un forte effetto volumi e dal contributo in continua espansione della gestione patrimoniale. Le masse totali sono salite a 140,8 miliardi, in rialzo del 14,9% rispetto a fine 2023, con un saldo del patrimonio gestito che ha toccato quota 66,4 miliardi (+14,4) e quello dell’amministrato giunto a 44,7 miliardi (+23,9%). In particolare, la piattaforma Fineco Asset Management ha visto le proprie AuM raggiungere quota 6,8 miliardi di euro mentre la raccolta netta è salita del 14,7% e ha totalizzato 10,1 miliardi di euro. Numeri a loro volta determinati dal boom del risparmio gestito (+53,8% dei flussi), a riprova di quanto si sia rinnovata l’interesse degli investitori per soluzioni come gli ETF attivi e altre soluzioni ben integrate con la consulenza a parcella fatta propria dal gruppo. Non da meno sono stati però l’incremento del brokerage, che ha contribuito con un +1% ai ricavi complessivi, e quello del margine finanziario, che ha registrato una crescita del 3,4%. L’area Investing ha infine beneficiato dell’andamento positivo dei mercati finanziari, pur mantenendo una strategia di contenimento dei costi e di ottimizzazione dei flussi.
Dividendo e stime 2025: un outlook positivo
A coronamento di questi risultati, il consiglio di amministrazione di Fineco ha approvato la proposta di aumentare del 7,2% il dividendo unitario per azione e portarlo così a un più rotondo 0,74 euro. Il rendimento implicito di tale distribuzione, ai prezzi correnti, si attesta intorno al 4%, ulteriore segnale della solidità della banca e della sua capacità di restituire valore agli azionisti. Quanto al 2025, la società non si è sottratta a previsioni ottimistiche: la stima per i ricavi è stata infatti di una crescita nella parte bassa della doppia cifra, supportata sia dallo slancio del gestito sia dall’espansione della base investitori e quindi dal brokerage. Foti ha poi annunciato un leggero ribasso delle commissioni bancarie, dovuto alla nuova regolamentazione sui pagamenti istantanei che ha portato all’eliminazione dei costi extra rispetto ai bonifici ordinari. A livello di payout, Fineco ha indicato una distribuzione tra il 70% e l’80% degli utili: in particolare, l’azienda intende continuare a puntare su una raccolta solida e di alta qualità, con una componente sempre più orientata verso l’asset management e la raccolta diretta.
L’amministratore delegato della banca ha parlato anche del ruolo di Fineco nelle partite del risiko in corso, che ha visto come ultimo tassello l’acquisto di GAM Italia da parte di AcomeA. “Siamo interessati allacrescita organica”, ha detto, precisando che a questi ritmi è come se la società compressa una piccola banca all’anno. Al contempo, il manager ha ricordato che “siamo una public company, l’ultima parola su di noi spetta sempre e comunque al nostro azionista di riferimento, cioè il mercato”.
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