I tassi restano al 4,25%-4,50%. E dallo statement sparisce il riferimento ai progressi del carovita. Per gli analisti, il Fomc ha scelto la prudenza in attesa delle mosse di Trump. Che attacca: “Ridurrò io l’inflazione”
Come ampiamente previsto dai mercati, la Federal Reserve ha dato il suo bentornato al presidente Donald Trump con una pausa. Dopo tre tagli consecutiviche hanno ridotto il costo del denaro di un intero punto percentuale, il Fomc ha infatti deciso di lasciare i tassi USA nella forchetta fra il 4,25% e il 4,50% dove li ha portati a dicembre. E il motivo è spiegato nero su bianco nello statement: i banchieri centrali sono preoccupati che il processo di disinflazione si sia al momento arrestato. Per questo, a fronte di un’economia solida e di una bassa disoccupazione, hanno scelto all’unanimità di non proseguire con il ciclo di allentamento. Scatenando l’ira del tycoon.
“L’economia è forte e ha fatto progressi negli ultimi anni. Restiamo concentrati a raggiungere la massima occupazione e la stabilità dei prezzi”, ha detto in conferenza stampa il presidente Jerome Powell, secondo cui il PIL USA nel 2024 è cresciuto oltre il 2%. In particolare però il numero uno della Fed ha sottolineato che l’inflazione resta ancora “elevata” e che per questo l’istituto “non ha bisogno di agire in fretta”. “Siamo ben posizionati ad affrontare i rischi e l’incertezza”, ha scandito.
Dichiarazioni quelle di Powell che, unite al cambio di linguaggio dello statement, hanno indotto molti analisti a definire l’atteggiamento dell’istituto centrale come leggermente più aggressivo. Nella dichiarazione finale del Fomc, infatti, è stato eliminato il riferimento chiave di dicembre, secondo cui l’inflazione “ha fatto progressi verso” l’obiettivo del 2%, ed è stato invece scritto che il carovita “rimane piuttosto elevato”.
Lindsay Rosner, head of Multi Sector Fixed Income di Goldman Sachs
“Il nuovo anno ha visto la Fed entrare in una ‘nuova fase’ del proprio ciclo di allentamento monetario, con una crescita sostenuta e solidi dati relativi al mercato del lavoro che hanno permesso di adottare un approccio più paziente in un contesto di elevata incertezza di dati e politiche”, commenta Lindsay Rosner, head of multi sector fixed income investing di Goldman Sachs Asset Management. L’esperta resta convinta che il percorso di allentamento della Fed non abbia fatto il suo corso, ma ritiene anche che Powell e colleghi vorranno “vedere ulteriori miglioramenti nei dati sui prezzi per poter effettuare il prossimo taglio, come evidenziato dalla rimozione del riferimento ai progressi dell’inflazione”.
Le recenti letture chiave del carovita a stelle e strisce rimangono infatti circa mezzo punto percentuale o più al di sopra dell’obiettivo della Fed. E su tutto questo incombono le annunciate politiche inflazionistichedi Trump. Interrogato sull’argomento, Powell ha tagliato corto: “Non sappiamo cosa accadrà sui dazi, sull’immigrazione, sulla politica di bilancio e su quella regolatoria. Dobbiamo lasciare che queste politiche siano articolate prima di iniziare a fare valutazioni plausibili su quelle che potrebbero essere le implicazioni sull’economia”. Quanto al tycoon, che da Davos è tornato a invocare tagli immediati, il numero uno dell’istituto centrale è stato ancora più lapidario: “Non ho avuto contatti”, si è limitato a rispondere. Ribadendo, però, che ciò che la Federal Reserve sta davvero aspettando è di poter “vedere ulteriori progressi sull’inflazione”.
Immediata, e in perfetto stile Trump, la reazione del presidente USA. “Visto che Jay Powell e la Fed hanno fallito nel fermare il problema che hanno creato con l’inflazione, lo farò io riducendo le regole, spingendo per la produzione energetica americana, riequilibrando gli scambi commerciali internazionali e rilanciando la manifattura statunitense”, ha scritto il tycoon sul suo social Truth. Cogliendo l’occasione per criticare la banca centrale anche sul lavoro svolto nel regolamentare le banche: “È stato terribile”, ha affermato, assicurando che renderà gli Stati Uniti di nuovo potenti, anche finanziariamente.
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