BCE, pausa scontata. Per i gestori Lagarde non ripeterà gli errori del 2022
Analisti divisi su un possibile rialzo dei tassi nel corso dell’anno, che il mercato ha già iniziato a prezzare. Decisiva sarà la durata della crisi nello Stretto di Hormuz
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Inflazione in risalita nella Zona euro. A pochi giorni dal primo meeting del 2025 della Banca centrale europea, la stima flash di Eurostat segnala a gennaio un aumento dei prezzi oltre le attese. Il carovita è infatti cresciuto al 2,5% dal 2,4% di dicembre, superando di poco il consensus (2,4%). Una dinamica attesa, dovuta soprattutto al balzo dei costi energetici, che secondo gli analisti non impedirà quindi alla BCE di procedere con una nuova riduzione del costo del denaro. Con tutta probabilità già a marzo.
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La scorsa settimana l’Eurotower ha tagliato i tassi per la quinta volta lasciando la porta aperta a ulteriori interventi, dal momento che l’inflazione dovrebbe tornare all’obiettivo del 2% entro la fine dell’estate. E visto che l’economia dell’Area resta anemica e all’orizzonte si prospetta una guerra commerciale con gli Stati Uniti di Donald Trump. Tanto che gli investitori, anche dopo il dato Eurostat di gennaio, continuano a scontare pienamente una sforbiciata il mese prossimo. A supporto di questo ottimismo c’è anche il fatto che l’indice core, quello al netto di cibo ed energia, è rimasto stabile al 2,7% mentre la componente dei servizi ha mostrato una leggera attenuazione calando al 3,9% dal 4% di dicembre. Sebbene insomma la riaccelerazione di gennaio non sia certo gradita a Francoforte, per gli analisti i dati sono in linea con la narrazione della presidente Christine Lagarde, che la scorsa settimana ha affermato come la crescita dei prezzi potrebbe oscillare attorno a questi livelli nei prossimi mesi prima di arretrare verso il target.
Quanto ai singoli Stati, la stima per l’Italia è di un carovita in ripresa all’1,7% dall’1,4% di dicembre ma comunque quasi ai minimi dell’Eurozona assieme a Malta, e poco sopra l’1,6% segnato dalla Finlandia. A gennaio, i prezzi sono risaliti lievemente anche in Spagna (al 2,9% dal 2,8%) mentre sono rimasti stabili in Germania (2,8%) e Francia (1,8%). La maglia nera del blocco va invece a Croazia (5%) e Belgio (4,4%).
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Nonostante i servizi continuino a svolgere un ruolo importante nel determinare un carovita persistentemente oltre il target, secondo Tomasz Wieladek, l’annuncio dei dazi USA sarà con tutta probabilità significativamente disinflazionistico. “Dato lo shock tariffario, è probabile che l’inflazione si presenti più rapida del previsto in futuro”, afferma il chief european economist di T. Rowe Price, secondo cui Lagarde non si fermerà. “Gli sviluppi del fine settimana sono coerenti con la nostra previsione che la BCE tagli fino a portare il tasso di riferimento all’1,5% quest’anno”, sostiene. Tuttavia, a suo parere, nello scenario di una guerra commerciale diretta con gli Stati Uniti, è suo parere che i tagli dei tassi fino ad avvicinarsi allo zero per proteggere l’economia da uno shock tariffario siano possibili: al momento del 20-30%”.

Intanto, dagli indici PMI arriva qualche spiraglio di luce. A gennaio si è infatti attenuata la contrazione del settore manifatturiero dell’Eurozona. L’indicatore Hcob, elaborato da S&P Global, è salito a 46,6 punti rispetto al 45,1 di dicembre: il top da otto mesi e oltre le attese degli economisti, che stimavano 46,1 punti. In aumento l’indice italiano, passato a 46,3 punti dai 46,2 del mese prima, e quello tedesco, salito a quota 45 da 42,5 e che ha toccato il massimo da maggio dello scorso anno. Bene pure il PMI della Francia, attestatosi a 45 punti dai precedenti 41,9. In rallentamento solo la manifattura spagnola, a 50,9 punti da 53,3, che ha deluso le attese ma che resta comunque l’unica in zona espansione. “È sicuramente troppo presto per parlare di germogli verdi nel settore manifatturiero, ma vediamo l’aumento dell’Hcob PMI come un primo passo verso la stabilizzazione, ponendo fine a due mesi di aggravamento della recessione”, ha commentato Cyrus de la Rubia, economista capo della Hamburg Commercial Bank.
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