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I consumatori Ue si attendono un nuovo rialzo dei prezzi. Il Fondo monetario invita la Bce a lasciare i tassi invariati. Ma i membri del board non escludono nuove strette
I consumatori europei vedono nero. A settembre, le aspettative sull’inflazione per i prossimi dodici mesi sono infatti salite notevolmente e si sono attestate al 4%. Lo rivela il sondaggio mensile della Banca centrale europea, che segnala un deciso aumento del pessimismo rispetto al 3,5% registrato nell’agosto scorso. Un dato non proprio incoraggiante per i mercati, specie perchè si accompagna al nuovo invito del Fondo monetario internazionale affinché le banche centrali mantengano i tassi agli attuali livelli fino a quando non ci sarà certezza di avere il carovita sotto controllo. Da segnalare anche le dichiarazioni di alcuni membri del board di Francoforte che, oltre a frenare sui tagli, non chiudono la porta a nuovi aumenti.
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Consumatori europei pessimisti
Sempre a settembre, prima dell’inizio delle ostilità fra Israele ed Hamas, tra i consumatori europei sono peggiorate anche le previsioni di crescita economica per i prossimi dodici mesi. I dati riportano un calo al -1,2%, in relazione al precedente -0,8%. Sono in linea con il quadro generale anche le attese per il tasso di disoccupazione, visto ora all’11,4%, rispetto all’11,1% di agosto.
Fmi vede un soft landing ma mette in guardia sui prezzi
Sono decisamente meno negative le stime per l’Area euro dell’Fmi, che prospetta un atterraggio morbido dell’economia e conferma come sia inopportuno avanzare oggi l’ipotesi di una recessione. Secondo gli analisti del Fondo, la crescita in Europa rallenterà all’1,3% nel 2023, dal 2,7% dello scorso anno e poi risalirà all’1,5% nel 2024. Come recita il Regional Economic Outlook: “Dopo aver affrontato con successo le sfide della pandemia e lo shock dei prezzi energetici innescato dalla guerra in Ucraina, l’Europa ha il difficile compito di ripristinare la stabilità dei prezzi e garantire al tempo stesso una crescita forte sul lungo termine”.
Per gli esperti, l’inflazione è in “graduale calo”. Tuttavia, la Bce e le altre banche centrali dovranno mantenere i tassi agli attuali livelli, almeno finché non saranno sicure che i prezzi siano tornati sotto controllo. “È ancora necessaria una politica monetaria restrittiva e prolungata per garantire il rientro al livello target”, viene spiegato dagli statisti. Si precisa, inoltre, che per ritornare alla normalità si deve attendere in media tre anni ma può servire anche più tempo. Vietati quindi i “festeggiamenti prematuri”, ha avvertito il direttore del dipartimento europeo Alfred Kammer: “Quando si tratta di politica dei tassi è meno costoso essere troppo restrittivi che non esserlo affatto”.
La Bce non esclude nuovi aumenti
Stessa linea espressa da due membri dell’Eurotower, intervenuti in contemporanea per frenare l’ottimismo dei mercati riguardo a un futuro allentamento monetario. La Bce “non dovrebbe trarre molto conforto” dal recente calo dei prezzi nell’Eurozona, ha messo in guardia il capo economista di Francoforte Philip Lane. Ricordando come il carovita resti comunque elevato e solo nel 2025 tornerà all’obiettivo del 2%. Più duro è stato il governatore lettone Martins Kazaks, secondo cui l’istituto centrale non può escludere la possibilità di ulteriori rialzi. “Posso assicurarvi molto chiaramente che non manterremo i tassi a livelli elevati un minuto in più del necessario. Quando vedremo che sarà possibile ridurre i tassi, lo faremo”, ha concluso.
Bacchettata per l’Italia
Tornando all’Outlook dell’Fmi, se all’Europa si guarda con un moderato ottimismo, per l’Italia la situazione è piuttosto diversa. Gli analisti hanno confermato le stime di crescita dello 0,7% per il biennio 2023-2024 e anche quelle per l’inflazione (attesa al 6% quest’anno e al 2,6% per il prossimo), ma hanno indirizzato un chiaro avvertimento all’esecutivo Meloni. “Abbiamo consigliato al governo italiano di anticipare l’aggiustamento ed essere più ambizioso, nonché di pensare a quelle riforme di bilancio strutturali e favorevoli alla crescita che non sono state previste nella bozza di bilancio 2024”, ha spiegato Kammer. Secondo l’economista, il nostro Paese deve lavorare duro per spendere correttamente i fondi del Next Generation Eu.
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