Tra tassi in calo, riforme fiscali e nuova linfa industriale, il Vecchio Continente torna protagonista. L’opinione degli esperti: “Un mix di solidità e potenziale che mancava da anni”
Frédéric Jeanmaire, fund manager di Columbia Threadneedle Investments
Per anni, l’Europa è stata vista come la ‘sorella minore’ dei mercati globali,
con valutazioni più basse, crescita anemica e scarsa fiducia internazionale.
Anche dopo la grande crisi del 2008 e la pandemia, la narrativa è rimasta
la stessa: l’America innova, l’Asia corre e l’Europa riflette. Ma oggi
qualcosa sta cambiando. Dopo una lunga stagione di sottoperformance, il Vecchio Continente torna a muoversi. Complice un contesto macro più favorevole, la fine dell’era dei tassi alti e una ritrovata spinta industriale, l’Europa si presenta oggi con una marcia in più rispetto agli Stati Uniti. E se gli investitori non se ne sono ancora accorti, i gestori sì. “L’Europa offre oggi un mix di solidità e potenziale che la rende particolarmente interessante per un’allocazione diversificata”, osserva Frédéric Jeanmaire,
gestore del fondo CT (Lux) Pan European Focus di Columbia Threadneedle Investments.
Roman Gaiser, head of Fixed Income and High Yield EMEA di Columbia Threadneedle Investments
Dopo anni di politiche restrittive e di consumi in affanno, il ciclo
europeo mostra segnali di vitalità. “Inflazione sotto controllo, stimoli fiscali ancora attivi e consumi resilienti indicano che la crescita dell’area
euro potrà mantenersi positiva e più stabile rispetto a quella statunitense”,
sottolinea Roman Gaiser, che in Columbia Threadneedle guida la strategia European Short Term High Yield Bond. Il nuovo corso monetario della BCE, prudente ma orientato all’allentamento, e la solidità dei risparmi accumulati dalle famiglie durante la pandemia fanno da motore a una ripresa che sorprende per equilibrio: meno basata sulla leva del debito, più sull’innovazione e sulla trasformazione industriale. In questo scenario, anche il cambio euro-dollaro gioca un ruolo favorevole, riducendo i costi energetici denominati in valuta americana e rafforzando la competitività di settori tradizionali come l’automotive e il manifatturiero avanzato.
Il ritorno dei campioni europei
Sul fronte azionario, l’Europa si scopre laboratorio di qualità e leadership settoriale. “Le opportunità si concentrano nei settori in grado di unire qualità industriale e potenziale di crescita strutturale”, argomenta Jeanmaire. “L’industriale e il finanziario sono oggi i nuovi pilastri del mercato, con campioni globali capaci di innovare nella componentistica
elettrica, nell’aeronautica e nei servizi ad alto valore aggiunto”. Una metamorfosi silenziosa che ha trasformato l’immagine di un Continente
percepito come ‘vecchio’ in un terreno fertile per innovazione e transizione tecnologica. Le aziende europee…
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