Secondo una survey Tabula, l’84% degli investitori professionali prevede afflussi in aumento nei prodotti quotati sul metallo giallo fisico. E nella scelta del prodotto, il taglio sostenibile farà la differenza
Gli ETP sull’oro e più in generale i fondi sui metalli hanno raggiunto un posto di rilievo nei radar degli investitori professionali. Nei prossimi due anni, infatti, gli exchange traded product sono infatti pronti a beneficiare dei flussi positivi nel settore delle materie prime. E il taglio ESG sarà cruciale per massimizzare le allocazioni. Lo rivela una ricerca di Tabula Investment Management, stando alla quale quasi nove rispondenti su dieci (l’84%) prevedono afflussi in aumento nei prodotti quotati sull’oro fisico, che al momento ammontano a circa 90 miliardi di dollari solo in Europa.
Il sondaggio è stato condotto su 200 investitori nel metallo giallo di fondi pensione, gestori patrimoniali, assicuratori e family office europei, per un totale di oltre 800 miliardi di euro di asset in gestione. E rileva come circa il 17% degli intervistati si aspetta che questi flussi siano “sostanziali”. Il motivo principale della crescita delle allocazioni in metalli, secondo il 61% degli investitori, va ricercato nell’elemento di diversificazione. Per il 48%, invece, è soprattutto l’aumentata concorrenza che sta spingendo l’interesse. Infine, circa il 44% è convinto che la spinta arrivi dalla maggiore attenzione alla sostenibilità e all’approvvigionamento etico.
Al di là delle cause, dal sondaggio emerge chiaro il forte ottimismo per quanto riguarda le allocazioni a veicoli di investimento in metalli nei prossimi due anni. Circa il 67% degli investitori di Regno Unito, Germania, Svizzera, Francia, Italia e Paesi nordici prevede un deciso incremento a favore di fondi incentrati sui metalli e sui minatori di metalli, mentre il 41% se lo aspetta verso prodotti negoziati in borsa su materie prime fisiche.
In particolare, lo studio ha rilevato che il fattore chiave per gli investitori che decidono di allocare in un nuovo ETC sull’oro è il suo orientamento ESG. La possibilità di identificare la provenienza del metallo in un prodotto risulta infatti più importante del costo del prodotto stesso o del fatto che offra un’esposizione fisica o derivata. Per quanto riguarda invece il cambio di esposizione da un ETC all’altro, l’attenzione alle credenziali ambientali, sociali e di governance risulta essere seconda solo all’esposizione fisica o ai derivati. E si piazza davanti alla consegna fisica e alle commissioni del prodotto. Secondo la ricerca, inoltre, quasi il 90% ritiene che meno della metà del metallo detenuto negli ETC in oro fisico sia tracciabile alla fonte.
Michael John Lytle, ceo di Tabula
“Il settore dell’oro e dei metalli in generale dovrebbe beneficiare di afflussi positivi quest’anno ed il prossimo, con i fondi minerari, di metalli ed ETC su materie prime destinati a registrare i flussi più consistenti”, sottolinea Michael John Lytle, ceo di Tabula. Per l’esperto, anche se la diversificazione resta la principale attrattiva per i prodotti auriferi quotati, l’attenzione del settore per l’ESG e la capacità di fornire risultati agli investitori su questo fronte stanno diventando sempre più importanti. “Per molti investitori le credenziali ESG sono un fattore importante nella selezione degli ETC in oro. L’approvvigionamento responsabile e la tracciabilità sono quindi questioni che devono essere affrontate se un fornitore è serio in materia”, avverte Jason Smith, cio di Tabula.
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