Olivier Genin (Amundi ETF): “La nostra gamma è pensata per accompagnare gli investitori in contesti mutevoli”. Investment grade e lunga scadenza le scelte per navigare i mercati del reddito fisso nel contesto attuale
Olivier Genin, deputy head of Market & Product Strategies & Head of Fixed Income di Amundi ETF
Dazi, tensioni geopolitiche, rischi di recessione. Tanti sono gli elementi di incertezza per chi si trova oggi a operare sui mercati finanziari. Eppure, l’universo della gestione passiva continua a riscuotere grande successo presso gli investitori obbligazionari. Prova ne sono i flussi registrati da questo mercato nella prima parte del 2025, che mostrano un ritorno di interesse per il reddito fisso europeo. FocusRisparmio ne ha parlato con Olivier Genin, deputy head of Market & Product Strategies & Head of Fixed Income di Amundi ETF.
Secondo Genin, il resto dell’anno potrebbe consolidare ulteriormente la dinamica di crescita, complice un contesto in cui l’Europa sta finalmente riscoprendo le potenzialità dell’asset class. “La ripresa di interesse è evidente”, spiega il manager, “soprattutto nel segmento corporate”. Un ritorno in scena sostenuto da un mix di fattori macroeconomici, nuove esigenze di asset allocation e strumenti più sofisticati a disposizione degli operatori.
ETF come toolbox per ogni ciclo di mercato
“Il nostro ruolo è quello di offrire agli investitori una vera e propria cassetta degli attrezzi”, spiega Genin. Che precisa: “Con i nostri ETF obbligazionari possiamo rispondere ai bisogni dei clienti in tutte le fasi del ciclo economico, dalla ripresa all’espansione così come dal rallentamento alla recessione. La gamma Amundi ETF consente infatti di gestire esposizioni su tutta la curva dei tassi, aggiunge, sia per l’Eurozona sia per gli Stati Uniti con strumenti di ogni durata: dagli ultra-short fino al lungo termine. “Una struttura pensata per rispondere sia alle esigenze tattiche sia a quelle strategiche”, completa sul punto.
Scenari macro e solidità del credito investment grade
Nonostante un contesto geopolitico complesso, Amundi non prevede un rallentamento dell’adozione degli ETF. Sono strumenti che consentono, al contrario, di gestire rapidamente la propria allocazione in fasi di volatilità dei mercati. “Anche nei periodi più incerti, il nostro obiettivo resta fornire soluzioni efficaci”, spiega Genin, che aggiunge: “Oggi, per esempio, vediamo valore nei titoli governativi a lunga scadenza e nel credito investment grade”. Questi segmenti si confermano solidi anche in contesti potenzialmente recessivi, come più volte dimostrato nel passato. Accanto alla gamma tradizionale, l’offerta ESG e climate-related di Amundi ETF rappresenta una valida alternativa. “Siamo stati tra i pionieri in Europa con soluzioni Paris-Aligned”, ricorda Genin. L’obiettivo della casa è combinare esposizione obbligazionaria con criteri ESG, fornendo un’opzione di investimento responsabile a fianco delle esposizioni tradizionali.
Ampiezza, liquidità e track record
Il perimetro dell’offerta Amundi ETF è ampio: 90 exchange traded funds obbligazionari, di cui oltre 20 con masse superiori al miliardo di euro, e un patrimonio complessivo oltre i 58 miliardi di euro. “Abbiamo una presenza storica sul mercato, con prodotti liquidi ma anche trasparenti e competitivi nei costi”, conclude Genin. Una proposta che si estende dai corporate bond ai titoli governativi, dagli aggregate agli inflation-linked alle strategie ESG e che consente agli investitori di navigare nei diversi cicli.
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