Nel Continente gli investitori sono aumentati del 69% in tre anni, a quota 33 milioni. E altri 21 milioni sono pronti a investire. L’Italia è quarta con 2,4 milioni. A far da traino giovani e donne. La ricerca BlackRock
ETF sempre più protagonisti dei portafogli del Vecchio Continente. Il numero di europei che ha scelto un exchange traded fund è infatti schizzato negli ultimi tre anni fino a sfiorare quota 33 milioni, con giovani e donne a guidare la carica. Anche in Italia questi prodotti sono molto apprezzati, tanto che siamo al quarto posto tra i Paesi UE per diffusione, con 2,4 milioni di investitori. A tirare le somme è la ricerca ‘People and Money 2025’ di BlackRock, secondo cui il mercato è destinato ad ampliarsi ulteriormente, con 21 milioni di persone propense a puntare su questi strumenti nei prossimi dodici mesi. L’Italia, nello stesso arco di tempo, dovrebbe registrare un maxi aumento del 50%.
La ricerca, condotta in collaborazione con YouGov, ha analizzato motivazioni e comportamenti finanziari di oltre 40mila persone in quindici Stati europei. Dal 2022 l’adozione degli exchange traded fund è aumentata del 69%, e dei 21 milioni che dichiarano di voler puntare su questi prodotti nei prossimi dodici mesi, il 41% si affaccerebbe per la prima volta al mondo degli investimenti. “La ricerca mostra che gli ETF stanno rapidamente diventando l’investimento preferito dalle nuove generazioni”, fa notare Timo Toenges, responsabile EMEA di Digital Wealth di BlackRock . “La loro semplicità, il basso costo e la facilità di accesso li rendono ideali per chi è alle prime armi, soprattutto per coloro che sono attirati dall’opportunità di aumentare il valore dei propri risparmi”, sottolinea. In particolare, si stima che Regno Unito, Germania, Francia, Italia e Spagna aggiungeranno 6,6 milioni di nuovi investitori nel giro di un anno, pari al 77% di tutti i nuovi clienti attesi in Europa.
Il nostro Paese si conferma uno dei mercati più dinamici: conta già 2,4 milioni di investitori e si stima un aumento del 50% entro un anno, pari al 14% della crescita attesa per l’intero continente. A spingere questa tendenza sono soprattutto i più giovani, in particolare quelli tra i 18 e i 34 anni. Dal 2022, questi investitori sono aumentati del 32%, mostrando il crescente interesse tra le nuove fasce demografiche. Tra gli italiani che prevedono di investire in ETF nei prossimi dodici mesi, il 56% sarà composto da risparmiatori alla loro prima esperienza con i fondi indicizzati e il 56% ha meno di 44 anni.
Cosa spinge ad investire
In Europa, i giovani tra i 25 e i 34 anni sono i più propensi a inserire l’intento di avere un maggiore controllo sul proprio futuro finanziario tra le motivazioni chiave per iniziare a investire (38%). E il 23% desidera utilizzare i rendimenti per un obiettivo di vita futuro specifico. Rispetto agli over 25, i giovanissimi (18-24 anni) sono più portati a cominciare a investire solo dopo essere stati incoraggiata da amici, familiari e colleghi. Il 28% delle donne che investono (contro il 22% di uomini della stessa fascia d’età) è stato spinto da persone che gravitano attorno alla propria vita familiare e professionale. In generale, la ricerca evidenzia inoltre come i giovani siano spesso motivati dalla paura di ‘perdere l’opportunità’: il 28% (rispetto al 19% degli over 35) dichiara infatti di aver iniziato a mettere a frutto il proprio denaro perché ha intercettato un buon momento per l’ingresso o ha visto altri aumentare il proprio capitale e non ha voluto perdere l’occasione.
“Dal 2022, 15 milioni di persone in Europa hanno iniziato a investire, con più di quattro su dieci che hanno deciso di farlo dopo aver capito che i risparmi lasciati fermi sui conti correnti non stavano generando un valore sufficiente”, analizza Toenges. Per l’esperto, ciò riflette una crescente consapevolezza: investire può essere un modo per contribuire a costruire una sicurezza finanziaria a lungo termine. Tuttavia, precisa, “esiste ancora un enorme divario e, con 14mila miliardi di euro depositati sui conti delle famiglie europee, questi risultati indicano l’enorme potenziale che le persone hanno per incrementare molto di più il proprio capitale”.
Secondo lo studio, il 43% degli europei ha iniziato a investire perché ha capito che farlo avrebbe accresciuto il proprio capitale più di quanto sarebbe accaduto se avesse lasciato fermo il proprio denaro. In Italia questa percentuale si ferma al 38%. Da segnalare però che il 24% dei nostri connazionali rivela di essere stato motivato dopo aver ricevuto una consulenza finanziaria professionale: un dato superiore del 55% rispetto alla media europea (16%). Fra i giovani tra i 18 e i 34 anni emerge poi che il 27% ha iniziato a investire dopo aver capito che non serve molto capitale per cominciare, contro il 19% degli over 35 e il 20% complessivo. Un dato che, viene evidenziato nel report, dimostra quanto sia cruciale rafforzare l’educazione finanziaria, soprattutto tra le nuove generazioni, per favorire scelte consapevoli e ridurre le barriere percepite.
Parole d’ordine: diversificare e comprendere
Tra i comportamenti fondamentali per diventare investitori competenti e sicuri, secondo gli europei spicca la capacità di non lasciarsi trasportare dalle emozioni in caso di volatilità (45%). Seguono poi a breve distanza l’approccio alla diversificazione (43%), la comprensione dei rischi (40%), la possibilità di investire regolarmente piccole somme (38%) e la formazione base per imparare a investire (31%). Da noi, invece, è l’approccio alla diversificazione a essere ritenuto fondamentale, mentre il 41% dei ‘non investitori’ sottolinea l’importanza di comprendere i rischi e il 31% quella di imparare le nozioni di base. Gli italiani apprezzano poi l’opportunità rappresentata dalla possibilità di risparmiare regolarmente, anche con piccole somme. Una tendenza che la ricerca identifica come il secondo comportamento più importante per acquisire fiducia negli investimenti tra le donne italiane che non investono (39% contro 31% tra gli uomini).
Semplicità e piccole somme: i vantaggi per i giovani
Luca Giorgi, head of wealth Southern Europe di BlackRock
“In Italia il tasso di diffusione degli exchange traded fund continua a crescere, in linea con gli ultimi tre anni”, fa notare Luca Giorgi, head of wealth Southern Europe di BlackRock, puntualizzando come però esista ancora un potenziale non pienamente espresso. “Per i giovani, semplicità e convenienza rappresentano leve decisive: gli ETF offrono di fatto la possibilità di valorizzare i risparmi attraverso modalità intuitive e accessibili”, prosegue. Anche i significativi progressi nell’utilizzo dei canali digitali, a suo avviso, stanno creando le condizioni per una fase di democratizzazione degli investimenti destinata a consolidarsi. In particolare, la ricerca mostra che ben il 47% dei giovani di età compresa tra i 18 e i 34 anni è più propenso a scegliere questi strumenti per la possibilità di investire piccole somme con regolarità, contro il 35% della media totale. “Rendere l’investimento un’abitudine, anche partendo da piccole somme, è tra i modi più efficaci per raggiungere il benessere finanziario nel lungo periodo”, ricorda Giorgi, secondo cui gli ETF stanno per questo aprendo le porte a milioni di nuovi investitori.
ETF azionari in testa
Infine, quanto alle preferenze dei prodotti, saranno gli ETF azionari la scelta principale, sia in Europa che in Italia, nei prossimi dodici mesi. In particolare, alla domanda sulle intenzioni di investimento a livello regionale, il 69% degli europei che intende puntare su questi prodotti nel prossimo anno ha intenzione di farlo in esposizioni del Vecchio Continente. In Italia questa percentuale si attesta poco sotto, al 64%. I più giovani (18-34 anni) continuano invece a mostrare un interesse relativamente maggiore per gli ETF/ETP su cripto, monetari e attivi, rispetto chi ha più di 35 anni, con una percentuale che da noi tocca il 33%.
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