Il mercato è raddoppiato dal 2024 superando i 70 miliardi. E il 96% degli investitori punta ad incrementare l’esposizione nei prossimi dodici mesi. Le strategia attive ‘core’ guidano la carica
Nel settore degli exchange traded funds la parola d’ordine è ormai gestione attiva. Lo dimostra il fatto che il mercato europeo di questo tipo di prodotti è più che raddoppiato dall’inizio del 2024, superando i 70 miliardi di dollari di asset, con quasi la metà degli investitori professionali (42%) convinto che si toccheranno i mille miliardi entro il 2030. Il dato emerge da una survey di Janus Henderson Investors, che ha coinvolto cento tra fondi pensione, family office, gestori patrimoniali e di asset assicurativi nel Regno Unito, Germania, Svizzera, Italia, Francia, Svezia, Norvegia e Finlandia, per un totale di circa 80 miliardi di dollari in gestione.
Nonostante il raddoppio messo a segno lo scorso anno, i prodotti attivi rappresentano ancora solo il 2,7% del mercato europeo degli ETF, ma il 74% degli investitori professionali prevede che questa quota raggiungerà il 5% entro la fine del 2026. Anche a livello globale il ritmo di crescita del settore è sorprendente: secondo la società di consulenza ETFGI, nel primo semestre del 2025 la metà di tutti gli exchange traded funds lanciati nel mondo erano attivi. E la tendenza non sembra destinata a rallentare: quasi il 60% degli intervistati è convinto che la maggior parte di quelli che vedranno la luce nel 2026 saranno di questo tipo.
Federico Pons, country head per l’Italia di Janus Henderson Investors
“La metà degli investitori professionali prevede che entro il prossimo anno il 10% della propria allocazione in ETF sarà destinata a strategie attive”, sottolinea Federico Pons, country head per l’Italia di Janus Henderson, secondo cui si tratta di “un cambiamento radicale per l’intero settore, che potrebbe apportare notevoli vantaggi agli investitori in termini di efficienza e liquidità”.
Il successo degli ETF attivi ‘core’
L’indagine mostra come in Europa l’adozione sia stata guidata dagli ETF attivi ‘core’, che presentano un basso tracking error rispetto al benchmark e spesso si concentrano su strategie basate su indici potenziati dalla ricerca. La maggior parte degli intervistati (72%) considera infatti questi strumenti come sostituti delle esposizioni passive basate su indici esistenti. Al contrario, l’adozione dei prodotti ‘ad alta convinzione’, basati su una ricerca fondamentale approfondita per sviluppare portafogli più concentrati, è stata finora più lenta. Tuttavia, il 66% degli investitori li considera i probabili sostituti delle esposizioni tradizionali in fondi comuni di investimento, facendo quindi intravedere un significativo potenziale di crescita.
Quanto alle allocazioni, alla domanda su come cambieranno quelle dei fondi negli ETF attivi nei prossimi dodici mesi, la quasi totalità degli intervistati (96%) ha risposto che incrementerà la propria esposizione tra il 25% e il 75%. Ne deriva, come rimarca l’indagine, che questi prodotti stanno diventando sempre più rilevanti nei moderni portafogli di investimento e che, nel corso del prossimo anno, sono destinati a svolgere un ruolo fondamentale nelle strategie degli investitori, sempre alla ricerca di modi per ottimizzare i propri portafogli.
Reddito fisso e azioni in testa
Più nel dettaglio, un significativo 80% degli intervistati ha dichiarato di avere un’esposizione al reddito fisso tramite ETF attivi, mentre il 58% utilizza quelli azionari. Un’ulteriore dimostrazione dell’uso strategico degli exchange traded funds a gestione attiva per ottenere portafogli diversificati. Il resoconto sottolinea anche come l’importanza del fixed income indichi una forte propensione alla stabilità e al reddito, mentre l’impegno con gli strumenti alternativi (55%) suggerisca un’apertura verso percorsi di investimento innovativi.
“Queste informazioni possono influenzare le future strategie di gestione patrimoniale e l’offerta di prodotti ETF attivi, allineandoli alle preferenze degli investitori e alle dinamiche di mercato”, viene precisato. In particolare perché l’innovazione più dinamica nell’intero settore degli degli exchange traded funds si registra proprio nel segmento attivo. Tuttavia per sfruttarne appieno il potenziale, secondo lo studio occorrono prodotti che rispondano in modo mirato alle esigenze degli investitori. “Riteniamo che una gamma ben progettata di ETF attivi basati su insight, in grado di offrire esposizioni sia core che ad alta convinzione, abbia il potenziale per offrire agli investitori il meglio della gestione attiva, con l’efficienza e la liquidità tipiche della struttura degli ETF”, concludono gli esperti di Janus Henderson.
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