3 min
Indagine XTB: in Italia meno investitrici che negli altri Paesi. Aumenta l’esposizione azionaria. Unicredit, Intesa e Leonardo i titoli più gettonati. Piace il mobile investing
Per le donne italiane i mercati restano un tabù. Meno di una su dieci (9%) li sceglie per mettere a frutto i propri risparmi, una quota decisamente inferiore rispetto a quella di altri Stati europei come la Romania (22%), il Portogallo (19%) o la Repubblica Ceca (16%). È quanto emerge da una ricerca della fintech XTB, secondo cui la percentuale di investitrici tricolori oltre a essere limitata è anche stabile, a fronte del trend di crescita che si registra invece a livello globale. “Questo indica che si sta attivando un movimento internazionale verso una maggiore inclusione finanziaria, che anche il nostro Paese può cogliere e sostenere”, rimarca Gaia Zerbola, marketing & partnerships manager della società.
📰 Leggi anche “Più donne investono, ma il divario non è ancora colmato“
Preferite le forme di investimento più tradizionali
Ma chi sono le donne che non hanno paura dei mercati finanziari? Nel 2025 l’età media delle investitrici si è attestata a 39 anni, leggermente più giù rispetto ai 41 anni registrati nel 2024, mentre gli uomini hanno mediamente 35 anni, in linea coi i 36 rilevati l’anno precedente. Le donne tendono poi a preferire forme di investimento più tradizionali, che vedono incrementare la loro popolarità rispetto a dodici mesi prima. Lo scorso anno l’11% dei loro portafogli è stato destinato ai titoli azionari (era il 6%), contro il 3% dedicato agli ETF (come nel 2024).
Esposizione azionaria in aumento: banche in testa
L’indagine sottolinea come l’aumento dell’esposizione azionaria rappresenti un segnale di maggiore apertura verso strumenti di mercato, indicando un’evoluzione graduale nell’approccio agli investimenti. Solo che questa maggiore partecipazione non si traduce in una ricerca di elevata volatilità, ma piuttosto in una selezione di titoli percepiti come solidi e radicati nel contesto nazionale, come Unicredit, Intesa Sanpaolo e Leonardo. Nella maggior parte degli altri Paesi, invece, il portafoglio femminile è spesso orientato verso titoli legati ad aziende tech e di intelligenza artificiale internazionali, sintomo di una visione finanziaria di più ampio respiro. Per quanto riguarda invece la parte dell’asset allocation dedicata agli ETF, ancora piuttosto modesta, le italiane prediligono gli iShares Core S&P 500 Ucits ETF, iShares S&P 500 Information Technology Sector Ucits ETF e iShares Nasdaq 100 Ucits ETF Usd, a conferma di una propensione per indici globali e investimenti stabili.
📰 Leggi anche “Donne e risparmio, l’investment gap esiste. Come colmarlo“
Piace il mobile investing
Nel 2025 c’è stata anche un’inversione di tendenza rispetto alla modalità di investimento scelta: il 75% delle transazioni effettuate è stato eseguito tramite mobile, mentre solo il 25% delle donne ha optato per il desktop. Nel 2024 il 52% delle transazioni avveniva tramite desktop, dunque tramite un device più tradizionale. Il dato, secondo lo studio, evidenzia un cambio di paradigma: investire non è più un’attività occasionale e legata a strumenti tradizionali, ma si integra sempre più nella quotidianità, grazie alla diffusione di piattaforme digitali intuitive e accessibili. “Guardando al futuro, la democratizzazione degli investimenti e l’accesso a formazione pratica possono contribuire a colmare il divario”, conclude Zerbola, che sottolinea come le italiane mostrino un approccio prudente e allo stesso tempo stiano adottando strumenti digitali in modo sempre più naturale, integrando gli investimenti nella quotidianità.
.
Vuoi ricevere ogni mattina le notizie di FocusRisparmio? Iscriviti alla newsletter
Registrati sul sito, entra nell’area riservata e richiedila selezionando la voce “Voglio ricevere la newsletter” nella sezione “I MIEI SERVIZI”.