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Vanguard: nel secondo trimestre le distribuzioni sono salite del 10% a 261 miliardi di dollari. Cedole su anche a livello globale: +6% a 835 miliardi. Previsioni contrastanti per luglio-settembre
La guerra commerciale non ferma i dividendi. Dopo un calo significativo messo a segno nel primo trimestre dell’anno, nel periodo aprile-giugno il volume delle cedole distribuite a livello mondiale è aumentato del 6% su base annua, raggiungendo gli 835 miliardi di dollari. Spicca in particolare la performance dell’Europa, dove si è registrato un vero record: +10% su base annua, pari a 23 miliardi di dollari in più, per un totale di 261 miliardi di dollari. Il bilancio arriva da Vanguard, secondo cui le previsioni per i prossimi tre mesi restano contrastanti.
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I dividendi accelerano
“La crescita del secondo trimestre ha contribuito a limitare la decelerazione su base stagionale, con una stabilizzazione del flusso di dividendi globali a dodici mesi a 2.200 miliardi di dollari, con un incremento dell’8% su base annua”, spiega Viktor Nossek, head of investment and product analytics di Vanguard in Europa. Per l’esperto, l’indebolimento del dollaro statunitense, in particolare nei confronti delle valute europee, dello yen giapponese e del dollaro australiano, ha favorito l’aumento dei dividendi in dollari. Mentre gli sviluppi della politica commerciale e le incertezze sulle catene di approvvigionamento non hanno avuto finora un impatto rilevante.
Europa record
Quanto alla volata del Vecchio Continente (Regno Unito escluso), Nossek sottolinea come molte società europee stacchino i dividendi nel secondo trimestre, determinando pagamenti stagionalmente elevati che incidono anche sull’andamento della distribuzione a livello globale. E quest’anno, in particolare, il trend si è rivelato “eccezionale”. “Per contestualizzare, questa crescita è paragonabile agli aumenti combinati registrati in Nord America (oltre 10 miliardi di dollari), Cina (oltre 7 miliardi di dollari) e Giappone (oltre 6 miliardi di dollari)”, evidenzia. L’Europa ha inoltre registrato un record di dividendi distribuiti in dollari nella prima metà dell’anno, raggiungendo i 311 miliardi di dollari, con un incremento dell’8% rispetto allo stesso periodo del 2024. Nel Regno Unito, invece, i pagamenti agli azionisti sono rimasti invariati nel secondo trimestre, risentendo della performance finanziaria del 2024 di diverse società. Le distribuzioni si sono attestate a 41 miliardi di dollari nel periodo gennaio-marzo e a 58 miliardi nei tre mesi successivi, senza evidenziare alcuna crescita rispetto all’anno prima. I mercati emergenti (esclusa la Cina) hanno invece registrato un calo di 4 miliardi di dollari rispetto allo stesso periodo del 2024.
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Settore finanziario in testa
Quanto ai settori più ricchi, secondo l’analisi i principali contributori dell’espansione della regione sono stati quello finanziario (+29 miliardi di dollari), gli industriali (+13 miliardi di dollari) e il comparto sanitario (+7 miliardi di dollari), che hanno rappresentato quasi la metà della crescita globale dei dividendi, pari a 49 miliardi di dollari. Il calo delle distribuzioni del settore energetico (-17 miliardi di dollari) e dei materiali di base (-3,5 miliardi di dollari), soprattutto da parte delle società dei mercati emergenti esclusa la Cina, si è protratto anche nel secondo trimestre. “Anche i dividendi del comparto dei beni di consumo sono diminuiti dell’1% rispetto all’anno passato, il che riflette le pressioni in atto sulla spesa dei consumatori e i potenziali impatti sui margini del settore”, precisa Nossek.
Previsioni contrastanti per il terzo trimestre
Guardando al futuro, l’esperto fa notare come a partire dal 2024 le principali banche cinesi siano passate da una distribuzione annuale dei dividendi a una semestrale. “In prospettiva, questo cambiamento dovrebbe compensare l’impennata osservata nel primo trimestre di quest’anno dovuta a effetti di base, con la distribuzione prevista per il terzo trimestre che dovrebbe rappresentare circa la metà del totale annuale dello scorso anno, incidendo potenzialmente sul dato complessivo dei dividendi cinesi”, chiarisce. La sua previsione è che il settore dei materiali di base continuerà probabilmente a pesare sui payout globali, a meno di un miglioramento significativo del mercato immobiliare cinese o di cambiamenti nei dazi che colpiscono produttori di rame, acciaio e alluminio nei mercati emergenti, dove molte aziende distribuiscono le cedole proprio nel terzo trimestre. “I dividendi si confermano una componente centrale dei ritorni azionari a lungo termine. Dal 1993, l’indice Ftse All-World è cresciuto di oltre 1.200 punti percentuali, di cui quasi 600 attribuibili ai dividendi reinvestiti”, conclude quindi Nossek. E questa tendenza, assicura, “in un contesto di incertezza sempre maggiore e tendenze alla stagflazione, è destinata a diventare sempre più rilevante”.
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