2 min
Il ceo di J.P. Morgan torna a mettere in guardia su un deterioramento dell’economia americana. Dal calo dell’immigrazione all politica monetaria restrittiva, ecco cosa teme il guru oltre i dazi di Trump
Jamie Dimon torna a lanciare l’allarme sull’economia USA. Proprio nel giorno in cui il presidente americano Donald Trump ha annunciato il raggiungimento di un accordo con la Cina sui dazi, il ceo di J.P. Morgan è intervenuto in settimana per ricordare come la fine degli stimoli pandemici e la politica monetaria restrittiva costituiscano variabili che gli investitori non dovrebbero sottovalutare. Una combinazione negativa, cui si aggiunge la riduzione dei flussi migratori, la cui conseguenza ultima potrebbe essere una recessione.
📰 Leggi anche “Treasury USA, Dalio: occhio alla svalutazione del dollaro“
Rallentamento imminente
Sebbene l’occupazione e la spesa al consumo siano rimaste solide, Dimon ritiene che il momentum positivo stia svanendo e che il tanto atteso soft landing potrebbe trasformarsi in una frenata più brusca del previsto. “Ci sono chance concrete di un deterioramento del quadro macro”, ha detto il ceo, precisando che l’occupazione si ridurrà leggermente mentre il carovita tornerà ad aumentare. L’uomo d’affari ha ricordato anche che i dati dei sondaggi mostrano un indebolimento della fiducia dei consumatori e degli imprenditori a causa delle politiche tariffarie dell’amministrazione Trump, il tutto mentre dalla Federal Reserve continuano ad arrivare segnali di cautela rispetto alla possibilità di un taglio dei tassi di interesse nella seconda metà
Dimon: “Il credito privato è sottovalutato, attenti agli spread troppo bassi”
Tra i fattori di maggiore preoccupazione segnalati da Dimon, spicca anche il boom del credito privato. Si tratta infatti di un settore in forte espansione ma che, secondo il numero uno della banca d’affari USA, nasconde minacce sistemiche. “Gli attuali spread”, ha dichiarato “non compensano adeguatamente il rischio e gli investitori potrebbero pagare il prezzo di valutazioni troppo ottimistiche in caso di rallentamento economico”. “Se penso che questo sia un buon momento per comprare credito se fossi un gestore di fondi? No. Non comprerei credito oggi a questi prezzi e a questi spread”, ha detto Dimon.
📰 Leggi anche “CMU, Larry Fink: cruciale per sfidare Trump e crescere“
La minaccia dazi
Il ceo di J.P. Morgan non è nuovo a interventi di questo tipo. Qualche settimana fa aveva avvertito della possibilità di un crollo del mercato azionario USA qualora le aziende si fossero trovate a fare i conti con i nuovi costi raggiunti dalle forniture in conseguenza dei dazi. Uno scenario che, secondo lui, minaccia di cogliere alla sprovvista gli operatori anche alla luce dell’accordo con la Cina: “I mercati stanno sottovalutando i rischi geopolitici e l’eventualità di un nuovo aumento dei prezzi”, aveva detto, mettendo in guardia dal lasciarsi andare all’indifferenza di fronte a un peggioramento del quadro macro che vede nell’ampliamento degli spread creditizi il maggior campanello d’allarme.
L’ultimo di molti
Dimon non è il primo grande investitore che si esprime contro le politiche di Trump. Nelle scorse settimane è stata la volta di Warren Buffett, che ha usato toni ancora più duri. Non c’è dubbio che il commercio possa essere un atto di guerra”, ha detto l’Oracolo di Omaha, mettendo in guardia sui rischi di usarlo come arma ed esortando Washington a rilanciare le relazioni con il resto del mondo perché “è ciò che sappiamo fare meglio”. Parole che fanno eco a quelle di due mesi fa, quando è intervenuto ai microfoni della Cbs e ha definito le tariffe “una tassa sulle merci ma non un modo relativamente indolore per aumentare le entrate”. “Raggiungere la prosperità non è un gioco a somma zero”, ha proseguito l’uomo d’affari, che ha spiegato: “Più prospereremo noi e più ci sentiremo al sicuro”. Quindi ha aggiunto che può essere pericoloso per un Paese offendere il resto del mondo rivendicando la propria superiorità. “È un grosso errore quando hai sette miliardi e mezzo di persone che non ti apprezzano e 300 milioni che si vantano di quanto bene hanno fatto”, ha concluso.
Vuoi ricevere ogni mattina le notizie di FocusRisparmio? Iscriviti alla newsletter
Registrati sul sito, entra nell’area riservata e richiedila selezionando la voce “Voglio ricevere la newsletter” nella sezione “I MIEI SERVIZI”.