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Oam: nel secondo trimestre 1,4 milioni di detentori. Il controvalore scende del 22% a 1,9 miliardi. Generazione X e Millenials trainano la domanda. Offerta in mano ai grandi Vasp
Cala l’interesse degli italiani per Bitcoin & Co. Nel secondo trimestre di quest’anno, infatti, il numero di detentori di criptovalute è diminuito del 20% rispetto ai tre mesi precedenti, attestandosi a quota 1,4 milioni. Parallelamente è sceso anche il controvalore in euro delle monete virtuali possedute dai nostri connazionali, che si è ridotto del 22% a 1,9 miliardi. È quanto emerge dall’analisi dei flussi del periodo aprile-giugno 2025 inviati all’Organismo Agenti e Mediatori dai Vasp, i Virtual Asset Service Provider, secondo cui la domanda è sempre trainata da Generazione X e Millenials e il mercato resta in mano ai grandi operatori.
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Nei portafogli poco più di 1.400 euro
Nel secondo trimestre, l’Oam ha ricevuto i dati di 2.142.384 clienti. Di questi, il 65% deteneva criptovalute in portafoglio per un controvalore pari a 1.968.309.575 euro che, in media, ammonta a 1.413,42 a testa. Quanto alle operazioni di conversione da valuta legale a virtuale e viceversa, si registra un calo sia del controvalore in euro (rispettivamente -45% e -36%) sia del numero (-37% per entrambe). In particolare, da aprile a giugno sono state effettuate 2.838.461 operazioni di conversione da valuta legale a virtuale (in media dieci per cliente con un importo di 206,63 euro) e 2.133.166 in senso opposto (in media 8,16 per 249,61 euro).
Generazione X e Millenials trainano la domanda
Gli individui di età compresa tra i 40 e i 60 anni (Gen X) e tra i 18 e i 40 (Millennials) detengono percentuali che superano l’85% sia per il saldo totale delle valute legali che per il valore equivalente in euro del saldo totale delle monete virtuali, ma anche per il controvalore delle operazioni di conversione. Meno rilevante, invece, il peso delle persone giuridiche, che in totale ammontano a 2.201 e detengono solo il 3% del corrispettivo in euro del saldo totale delle cripto. A livello geografico, le persone fisiche più attive nel comparto delle valute digitali risiedono in Lombardia, nel Lazio e all’estero.
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Offerta sempre in mano ai grandi Vasp
I dati del trimestre, spiega la nota dell’Oam, confermano poi la struttura del mercato, con l’offerta sostanzialmente in mano ai grandi Vasp. Il numero di questi operatori iscritti allo speciale Registro tenuto dall’Organismo è però diminuito dell’1%, passando da 140 a 138. Inoltre, si registrano variazioni percentuali negative anche relativamente al numero dei clienti trasmessi (-15%). In particolare, circa il 91,6% delle persone opera su grandi Exchange, l’8,26% sui medi e solo lo 0,14% su quelli di piccole dimensioni. A conferma di un mercato concentrato, la maggiore parte dei saldi delle valute legali e delle valute virtuali è detenuta presso i grandi Exchange, rispettivamente pari al 96,5% e 76,2%. Non solo: l’87,1% delle operazioni di conversione da valuta legale a virtuale e l’86,4% di quelle opposte vengono effettuate sul territorio italiano attraverso i servizi offerti dai sette operatori di maggiori dimensioni.
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