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Il prodotto interno lordo del 23 Paesi membri torna a salire dopo il +0,2% messo a segno a inizio anno e si attesta a +1,7% su base annua. Merito soprattutto degli USA, che fanno +0,7%. Tra le capitali peggiori Roma, in calo da +0,3% a -0,1%
Nel secondo trimestre del 2025 l’economia globale ha mostrato segni di ripresa, con il prodotto interno lordo dei Paesi OCSE in espansione dello 0,4%. A comunicare il dato è la stessa organizzazione internazionale, che sottolinea come la rilevazione mostri un netto miglioramento rispetto allo 0,2% registrato nel periodo gennaio-marzo e indichi un ritorno a tassi di crescita compresi tra lo 0,4% e lo 0,5%. Un risultato cui hanno contribuito soprattutto gli Stati Uniti, mentre l’Italia resta fanalino di coda.
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USA al top, Italia fanalino di coda
Come evidenziato dall’OCSE, gli USA hanno archiviato il periodo in esame con uno sviluppo dello 0,7% e si sono lasciati alle spalle il risicato +0,1% messo a segno nei primi tre mesi dell’anno. Un recupero che l’organizzazione imputa perlopiù al calo del 10,3% subito dalle importazioni di beni statunitensi nel secondo trimestre, dopo un aumento dell’11,% a inizio anno, probabilmente influenzato dalle attese di modifiche ai dazi commerciali. Più contenuto invece l’apporto degli altri grandi Paesi G7, che complessivamente hanno visto il proprio Pil accelerare dal +0,1% al +0,7%: la Francia non ha superato il +0,3%, il Giappone e il Canada sono apparsi sostanzialmente immobili mentre si è attestata addirittura in frenata l’economia del Regno Unito (dallo 0,7% allo 0,3%). Tra chi ha fatto male vanno annoverate però anche Germania e Italia, che sono passate da +0,3% a rispettivamente -0,3% e -0,1%. Nel resto dei membri, la situazione è stata ugualmente mista: 13 Paesi hanno registrato tassi di crescita più elevati rispetto al primo trimestre del 2025, con l’Irlanda che ha segnato il rallentamento più marcato (-1%) e la Danimarca protagonista del recupero maggiore (da -1,3% a +1,3%).
I Pil OCSE ai raggi X

Variazione percentuale del Pil del secondo trimestre per Paese, con dati aggiustati stagionalmente. Fonte: Source: OECD (2025) Quarterly National Accounts (Database)
Scenario invariato su base annua
Su base annua, la crescita del Pil dei Paesi membri dell’organizzazione è invece rimasto stabile: +1,7%. Anche in questo caso sono però stati gli States a interpretare la parte del leone, registrando un incremento della produzione pari al 2% e dimostrando come l’economia a stelle e strisce sia tutt’altro che in difficoltà. Un risicato +0,2% è valso invece Berlino la maglia nera.
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