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L’Authority: non sono consulenti finanziari autorizzati. Occhio ai conflitti di interesse e alle promesse di facili guadagni
Attenzione agli influencer che dispensano consigli online su investimenti, borsa e finanza. L’avvertimento diretto ai risparmiatori italiani arriva dalla Consob, l’autorità di vigilanza sui mercati finanziari, che punta i riflettori su fenomeno dilagante dei cosiddetti finfluencer. Dopo aver diffuso un video “anti-Schema Ponzi” per cercare di arginare il fenomeno delle truffe via web, l’authority questa volta evidenzia i pericoli legati a scelte d’investimento prese “in modo affrettato, superficiale ed emotivo, facendosi trascinare dall”effetto gregge”. Rimarcando come sia sbagliato presupporre che queste persone possano “offrire un servizio equiparabile a quello di un professionista autorizzato”.
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Un finfluencer non è un professionista autorizzato
Nel suo avvertimento formale, la Consob ricorda infatti che un fiinfluencer non è un consulente finanziario abilitato e che può avere conflitti d’interesse. “I risparmiatori devono in particolare prestare attenzione a quelle offerte che vengono incautamente presentate come molto redditizie e prive di rischio nonché ai conflitti d’interesse”, viene spiegato. Ricordando “una delle regole basilari in materia di scelte d’investimento” e cioè la correlazione fra rischio e rendimento: “a rendimenti alti corrispondono di regola rischi elevati”. Inoltre, per l’Authority è necessario anche valutare attentamente “i possibili conflitti di interessi in capo a chi diffonde informazioni rispetto agli investimenti oggetto di valutazione”. Le decisioni, viene infatti ribadito, vanno assunte “in modo consapevole e informato, prestando la massima attenzione”.
L’attività di finfluencer può comportare illeciti
L’avviso non è però rivolto solo ai risparmiatori. Anche i finfluencer sono destinatari dell’attenzione della Consob, che li invita a rispettare la normativa europea su trasparenza, raccomandazioni d’investimento e contrasto agli abusi di mercato: “Chi parla di finanza deve farlo in modo corretto e responsabile”, è il monito. Nel richiamo non compare mai il termine ‘truffa’ ma il messaggio per i presunti esperti finanziari che popolano la rete è chiaro: “La diffusione di informazioni che risultino false o fuorvianti può comportare illeciti che ricadono nella tipologia della manipolazione del mercato prevista dalla disciplina sugli abusi di mercato con riferimento sia agli strumenti finanziari sia alle cripto-attività”.
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Sul tema, viene poi ricordato, si sono già espresse sia la Iosco, che riunisce le autorità di vigilanza di oltre 130 Paesi, sia l’Esma, l’organismo europeo di supervisione finanziaria. E i finfluencer devono essere consapevoli che la loro operatività potrebbe non essere pienamente conforme alla normativa di settore o del tutto non autorizzata. Per questo “devono verificare gli obblighi e i divieti vigenti, con particolare riferimento alle regole sulla corretta presentazione delle informazioni che possono costituire raccomandazioni di investimento, ai sensi delle norme sugli abusi di mercato, e alla trasparenza di eventuali situazioni di conflitto di interessi”. Tali regole sono molto stringenti nel caso di informazioni diffuse da soggetti che presentino le caratteristiche di ‘esperti’, conclude l’Authority, che rinvia anche alla comunicazione “Warning Esma on social media and investment recommendations”.
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