Digitale, frammentazione geopolitica e transizione climatica ridisegnano l’assetto internazionale. Ma sui mercati ci sono opportunità. Dai megatrend una spinta all’azionario. Europa favorita nel reddito fisso, ma l’eccezionalismo USA non è finito
Bruno Rovelli, chief investment strategist per l’Italia di BlackRock
La riconfigurazione dell’ordine economico globale è in corso, ma i mercati non hanno ancora trovato un punto di approdo. A dirlo è Bruno Rovelli, chief investment strategist per l’Italia di BlackRock, che l’8 luglio ha presentato a Milano l’outlook della casa di gestione per la seconda metà dell’anno. L’esperto ha infatti restituito la fotografia di un quadro globale in profondo mutamento, circostanza che impone di considerare i megatrend come strumento per restare investiti nell’azionario USA e guardare all’Europa soprattutto per quanto riguarda il reddito fisso. Il tutto a partire da una certezza: le infrastrutture la faranno da padrone nei portafogli di domani.
Un mondo in mutamento. Ma le prospettive non sono cupe
“Siamo alle porte di un nuovo mondo caratterizzato da frammentazione geopolitica e deglobalizzazione”, è stato l’esordio di Rovelli, che ha subito proposto un esempio di come leggi economiche consolidate inizino a non trovare più corrispondenza nell’andamento delle variabili macro: “I deficit pubblici non tendono più a ridursi nelle fasi espansive ma la spesa degli Stati resta elevata indipendentemente dal ciclo”, spiega. Un chiaro riferimento al pacchetto fiscale approvato dal Congresso degli Stati Uniti, che promette di innalzare il deficit pubblico americano di 3.500 miliardi nello stesso periodo in cui le politiche protezionistiche inaugurate dal presidente Donald Trump iniziano a produrre i primi effetti negativi sugli equilibri del Paese. Proprio sulle conseguenze della guerra commerciale, lo strategist si è però detto complessivamente ottimista, precisando che la casa di gestione si aspetta un dazio effettivo sopra il 15% per la fine dell’anno ma senza tornare al 25% di tariffa media di aprile. “Ci sarà un rallentamento della crescita globale ma non vediamo recessione all’orizzonte”, ha detto, “perchè le politiche degli altri Paesi sosterranno l’attività produttiva”.
Azionario, la chiave sono i megatrend
Per quanto in difficoltà negli ultimi mesi, l’esperto di BlackRock si è quindi mostrato convinto del fatto che l’eccezionalismo USA non sia finito e che la fase attuale di sovraperformance dell’Europa non abbia supporti strutturali tali da far pensare a un trend di lungo periodo. “Ci sono un gap di crescita della produttività e un dislivello di competitività nei settori ad alta crescita tra le due sponde dell’Atlantico tali da rendere impossibile non continuare a considerare gli States come fucina di opportunità per chi vuole investire sull’azionario”, ha chiaro il manager. L’importante, dal suo punto di vista, è però trovare un approccio al mercato che permetta di proteggersi dalla volatilità e dall’eccessiva concentrazione degli indici. E la soluzione è stata individuata nei fenomeni secolari, che la società definisce in maniera più eloquente “mega forze”: digitalizzazione, transizione low carbon, frammentazione geopolitica e conseguente accelerazione delle spese militari ne sono esempi. “Questi temi di investimento sono trasversali e trascendono la contingenza”, ha affermato Rovelli, sottolineando come a beneficiarne di più sarà proprio l’universo corporate high growth americano.
Sul reddito fisso, la view di BlackRock si fa più selettiva. Se infatti la previsione della società sui tassi di policy resta in linea con quella dei mercati, il vero nodo viene a consistere nel term premium: secondo Rovelli, in sostanza, è troppo basso per compensare il rischio dei titoli governativi di lungo periodo e in particolare di quelli USA. “La curva dei rendimenti non remunera a sufficienza chi acquista Treasury”, osserva l’esperto. Ecco allora che un quadro più favorevole può essere trovato in Europa, dove i rendimenti sono “interessanti” l’elevata propensione al risparmio delle famiglie rende i nomi del comparto finanziario più attraenti anche sotto il profilo del debito.
Utilities, periferia e mercati emergenti: le scelte tattiche
Accanto alle scelte strategiche, BlackRock individua anche alcune preferenze settoriali e geografiche. Le utilities, solitamente associate a una crescita nulla, potrebbero vivere una stagione di rinnovata attrattività grazie all’incremento della domanda di elettricità conseguente sia alla diffusione dell’aria condizionata sia alla maggiore potenza di calcolo richiesta dall’IA: “Si prevede un aumento globale dei consumi elettrici tra il 3% e il 4%”, ha spiegato. Sul fronte obbligazionario, l’attenzione si sposta invece verso la periferia dell’eurozona. “Preferiamo Italia e soprattutto Spagna”, ha detto Rovelli, sottolineando come il Paese iberico presenti un surplus di partite correnti ma anche una crescita robusta e un mercato ricco di emittenti pregiati tra banche e infrastrutture. Riguardo ai mercati emergenti, l’interesse si concentra infine sull’America Latina: “I titoli di Stato di queste geografie offrono rendimenti reali attorno al 5% e il dollaro appare troppo caro, rendendo improbabile un suo apprezzamento nel breve termine”.
Nel nuovo paradigma della frammentazione geopolitica, anche l’oro assume una funzione diversa. Secondo Rovelli, dal 2022 in poi il metallo prezioso ha iniziato una fase storica inedita ed è diventato uno strumento chiave per rafforzare le riserve di quei Paesi che vogliono garantirsi accesso al capitale in situazioni di crisi. “Il lingotto prospera in un contesto di volatilità ed è esattamente ciò che stiamo vivendo”, ha detto, rimarcando la convinzione che il rally continuerà anche nei prossimi mesi. Altro comparto da monitorare è quello delle infrastrutture, soprattutto in una logica di investimento difensiva. “I grandi progetti pubblici sono il punto di intersezione tra le mega forze e offrono una soluzione a chi cerca esposizione tematica ma non ha la liquidità o la propensione al rischio necessarie per accedere ai mercati privati”, ha osservato lo strategist. Il comparto, attualmente trattato a sconto rispetto alle medie storiche, rappresenta qundi un’opportunità per diversificare con resilienza.
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