Il membro italiano del board è fiducioso che l’allentamento continuerà. Ma ricorda che la competitività UE è a rischio. E avverte: necessario un mercato dei capitali veramente europeo
Piero Cipollone, membro del board BCE
“C’è un rischio reale che la posizione della BCE possa diventare troppo restrittiva. Dobbiamo garantire che l’inflazione converga verso il nostro obiettivo senza frenare inutilmente l’economia”. Con questa parole Piero Cipollone, membro del board di Francoforte, ha mandato un messaggio chiaro ai colleghi in vista del meeting di giovedì prossimo. Per l’ex vice governatore di Bankitalia non si può infatti più temporeggiare. “Abbiamo disperatamente bisogno di investimenti e crescita in Europa e ogni ritardo in quest’area ci mette in una situazione di grave svantaggio”, ha avvertito parlando con Le Monde.
Le decisioni sulla politica monetaria verranno prese riunione per riunione, ma l’economista è fiducioso: “Finora i dati confermano la nostra direzione di marcia e spero che ci consentiranno di continuare a essere meno restrittivi”. A giugno, ha ricordato, “le nostre previsioni per la crescita del PIL dell’Eurozone nel 2024 erano dello 0,9%. I dati del secondo trimestre sono coerenti con queste stime ma le informazioni più recenti, come la fiducia dei consumatori e gli indicatori di attività, non sono stati altrettanto incoraggianti”. Di qui, il suo alert.
Ma serve un vero mercato unico europeo
In attesa di conoscere l’atteso rapporto sulla competitività dell’Unione europea che Mario Draghi presenterà lunedì, e che dovrebbe costituire l’ossatura del programma quinquennale della nuova Commissione europea, Cipollone ha chiarito la sua preoccupazione. “Negli ultimi 30 anni l’aumento della produttività oraria nell’Eurozona è stato solo la metà di quello degli Stati Uniti e le nostre aziende sono troppo piccole per investire quanto quelle americane nelle nuove tecnologie”, ha spiegato. Per poi aggiungere che l’Europa non è riuscita a promuovere l’emergere di imprese sufficientemente grandi da essere competitive a livello globale. “Non stiamo sfruttando al meglio la nostra risorsa principale: il mercato unico”, ha scandito.
Per l’economista italiano, il problema è strutturale: “I nostri mercati finanziari e dei prodotti sono frammentati lungo linee nazionali, cosa che limita il finanziamento e lo sviluppo delle aziende insieme alla loro capacità di competere sulla scala internazionale”. A suo parere, le nuove regole fiscali dell’UE sono sì compatibili con il mantenimento degli investimenti pubblici, perchè includono infatti incentivi per attuare riforme e investire (consentendo di estendere il periodo di aggiustamento di bilancio da quattro a sette anni), ma bisogna essere consapevoli dell’entità del passivo. “Più grande è il debito, più volatile è il mercato e più difficile è attuare un aggiustamento”, ha chiarito. Secondo Cipollone è quindi necessario sviluppare mercati dei capitali veramente condivisi e una capacità di prestito comune. “Ciò renderebbe possibile creare asset sicuri”, ha aggiunto, chiarendo che i gestori patrimoniali vorrebbero acquistare più obbligazioni denominate in euro.
Eurozona, il PMI di agosto “si salva” grazie alle Olimpiadi
Intanto la lettura finale del PMI servizi dell’Eurozona, seppure inferiore al dato preliminare, ha confermato il balzo di agosto. Un risultato dovuto alle Olimpiadi, che hanno generato un giro d’affari in grado di compensare l’inesorabile contrazione del manifatturiero. L’indicatore del terziario è passato infatti a 52,9 dai 51,9 di luglio grazie alla Francia, dove la produzione del settore privato ha registrato il più rapido aumento da maggio 2022. L’indice composito dell’Area è così salito da 50,2 a 51 punti, picco massimo da giugno. Per il sesto mese consecutivo ha inoltre superato la soglia dei 50 che separa la crescita dalla contrazione, anche se è stato leggermente inferiore alla stima preliminare di 51,2. Visti i PMI in calo di Germania e Italia, ai quali si somma una domanda ancora debole, il timore è ora che i problemi si ripresentino una volta terminate le Paralimpiadi.
Il World economic outlook: se la guerra dura a lungo, l’aumento del Pil può crollare fino al 2%. Limate le stime per tutti i Paesi, Italia compresa (+0,5%). Solo Russia e India migliorano. Alle banche centrali: piano con gli aumenti dei tassi
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