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Non sono musei ma detengono un patrimonio artistico di inestimabile valore: le differenti strategie dei maggiori istituti di credito italiani sul fronte artistico
C’è chi ha musei aperti al pubblico, chi organizza mostre, chi finanzia il restauro del patrimonio artistico e architettonico del territorio e chi infine espone i capolavori nelle sale di rappresentanza come simbolo di prestigio. Mecenati, sponsor, promotori. Qualsiasi sia il percorso prescelto nei singoli casi, da secoli arte e finanza camminano fianco a fianco.
Il patrimonio artistico, infatti, che sia custodito nei caveaux o esposto al pubblico, da un lato rappresenta per gli istituti finanziari una forma di redditizio investimento alternativo, dall’altro uno straordinario mezzo di comunicazione che rende la banca portatore di messaggi valoriali con cui i suoi interlocutori istituzionali o meno tendono a identificarsi. Il tema…
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