Flussi in aumento del 35,6% a quota 5,3 miliardi. Il risparmio gestito continua a fare da traino segnando un balzo del 185% su base annua. Fideuram regina del mese
Nuovo mese da incorniciare per le reti dei consulenti finanziari. A marzo le società aderenti ad Assoreti hanno infatti portato a casa una raccolta pari a 5,3 miliardi, registrando un aumento del 35,6% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e chiudendo un trimestre in crescita. Il motore principale si conferma ancora il risparmio gestito, i cui prodotti hanno messo a segno un balzo del 185% per flussi totali pari a 3,6 miliardi, con i fondi comuni a tirare la volata.
Gli strumenti finanziari amministrati, nonostante una flessione del 67,4%, sono comunque rimasti su importi significativi, pari a 1,7 miliardi, anche per effetto di una rilevante attività di collocamento sul mercato primario che ha coinvolto le obbligazioni corporate. Positivo ma contenuto, invece, il flusso di risorse verso conti correnti e depositi. Infine, la raccolta netta associata al servizio di consulenza con fee specifica (fee only/fee on top) ha terminato il mese a quota 1,4 miliardi, segnando un incremento del 19%, che ha potato i volumi complessivi del trimestre a quota 4,1 miliardi, in espansione del 35,2%. Si conferma, poi, anche la domanda di consulenza rivolta alle Reti, con il numero di clienti che continua a salire e a fine mese ha raggiunto i 5,264 milioni di unità, 21mila in più rispetto a febbraio.
Marco Tofanelli, segretario generale Assoreti
“I risultati di marzo si inseriscono in un percorso di crescita strutturale che conferma il ruolo sempre più centrale dell’industria della consulenza finanziaria nel valorizzare il risparmio degli italiani”, commenta il segretario generale dell’associazione, Marco Tofanelli. “Le Reti rappresentano oggi una leva strategica per orientare le scelte delle famiglie verso investimenti consapevoli, in grado di generare valore nel tempo. Un’evoluzione che rafforza la consulenza qualificata come punto di riferimento affidabile e come infrastruttura moderna al servizio della ricchezza privata e dello sviluppo collettivo”, sottolinea.
Il rinnovato amore degli italiani per i fondi comuni di investimento si è tradotto a marzo in flussi netti quasi quadruplicati rispetto all’anno precedente e pari a 1,9 miliardi. Le scelte hanno privilegiato ancora le gestioni collettive di diritto estero, verso le quali sono confluiti 1,5 miliardi, ma si è rafforzato anche il gradimento nei confronti degli Oicr italiani per i quali il saldo delle movimentazioni ha raggiunto quota 412 milioni. Bene anche i comparti obbligazionari, che hanno chiuso con una raccolta per 1,6 miliardi di euro, seguiti dai prodotti flessibili (415 milioni) e monetari (210 milioni). Ancora negativo, invece, il bilancio dei fondi bilanciati (-234 milioni) e azionari (-161 milioni).
I prodotti assicurativi/previdenziali si confermano la seconda asset class del gestito per volumi di raccolta mensili: i premi netti si sono infatti attestati a 933 milioni, valore quasi triplicato (+172%) rispetto al dato dell’anno precedente. Le dinamiche di crescita tendenziale hanno riguardato le unit linked (561 milioni) e le polizze vita tradizionali (122 milioni), mentre i prodotti multiramo (174 milioni) sono risultati in minima contrazione. I flussi verso le gestioni patrimoniali individuali si sono attestati a 697 milioni, in allungo del 71,2%, grazie soprattutto alle gestioni patrimoniali mobiliari, che hanno registrato volumi netti per 419 milioni. Amarzo, il contributo complessivo delle Reti al sistema degli Oicr aperti, attraverso la distribuzione diretta e indiretta di quote, è stato quindi pari a 3 miliardi, il 78,4% del bilancio mensile complessivo dell’intero sistema fondi aperti (3,8 miliardi). Da inizio anno, l’apporto si attesta a 7 miliardi.
Passando agli strumenti finanziari amministrati, nel complesso la raccolta è stata pari a 1,7 miliardi, con la prevalenza dei volumi determinati dal collocamento sul mercato primario (974 milioni). Nel complesso, le scelte di investimento hanno privilegiato le obbligazioni corporate, con investimenti netti per 867 milioni, dei quali 562 milioni da primo collocamento, e gli exchange traded product, che si sono attestati a a 522 milioni. Bilancio positivo anche per i titoli azionari (217 milioni) e i titoli di Stato (255 milioni), con questi ultimi però in forte rallentamento. Negativa per 185 milioni, nonostante l’attività sul mercato primario (385 milioni), la raccolta in certificate, condizionata da vendite sul mercato secondario e scadenze.
Fideuram pigliatutto
Infine, i player. In testa alla classifica di marzo, con oltre 1,3 miliardi di raccolta complessiva, si piazza il Gruppo Fideuram, cui va anche la medaglia d’oro del risparmio gestito con 937 milioni. Seguono Mediolanum con oltre 1,1 miliardi in totale e 726 milioni al gestito, e Finecobank, con 787 milioni totali e 248 milioni al gestito. Chiudono la top five del mese Allianz con quasi 530 milioni e Mediobanca con 489 milioni. Da inizio anno, il podio vede invece in testa il gruppo guidato da Massimo Doris (3 miliardi), seguito da Fideuram (2,8 miliardi) e Fineco (2,3 miliardi).
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