Nel 1984 la nascita dell’Associazione e l’inizio di un percorso all’insegna della crescita. Trabattoni: “Una storia di successo legata a doppio filo con quella dei fondi comuni in Italia”. Galli: “Quest’anno il claim del Salone ‘Il futuro ha un grande futuro’ ha ancora più significato”
Promuovere, diffondere e tutelare le diverse forme di gestione del risparmio. Compreso quello previdenziale. Era il 20 maggio 1984 quando questi tre obiettivi venivano declinati a chiare lettere nello statuto della neonata Assofondi, che poi avrebbe cambiato nome in Assogestioni. E anche oggi, nel giorno esatto in cui l’associazione italiana degli asset manager compie 40 anni, le stesse parole guidano l’operato del presidente in carica Carlo Trabattoni. Uno sforzo che, come ogni anno, troverà massima espressione nell’evento cardine del settore: Il Salone del Risparmio. Con uno sguardo al futuro ancora più pronunciato per rinnovare l’impegno a sostenere lo sviluppo dell’economia, del mercato finanziario e della difesa degli interessi dei risparmiatori.
A ripercorre le tappe salienti di questa avventura quarantennale è lo stesso Trabattoni: “L’Associazione nacque in corrispondenza dell’avvio dell’operatività dei fondi comuni in Italia”, spiega. Poi aggiunge: “In quattro decenni, l’industria del risparmio gestito si è sviluppata fino ad assumere importanza strategica per la stabilità del sistema italiano”. In effetti, i numeri testimoniano una crescita stupefacente. Assogestioni è arrivata a riunire 300 asset manager, che annoverano la quasi totalità delle Sgr italiane e delle società di investment management estere operanti in Italia ma anche banche e compagnie di assicurazione attive nella gestione individuale e nella previdenza complementare. Il tutto mentre tutto il settore accresceva il suo peso: se nel 1985 il patrimonio dell’industria ammontava a 20mila miliardi di lire, corrispondenti al 2,4% del Pil italiano di allora, oggi il mercato tricolore del risparmio gestito vale infatti 2.300 miliardi di euro, più dell’intera economia nazionale, e superano gli 11 milioni i cittadini che investono stabilmente in fondi comuni. Senza dimenticare tutti gli altri soggetti che affidano a case di gestione italiane ed estere l’allocazione delle proprie risorse finanziarie: dai fondi pensione, alle casse di previdenza, dalle assicurazioni alle istituzioni.
Il Salone al centro
Ciò che è rimasto identico sono appunto gli obiettivi originari dell’Associazione: agevolare il dialogo costante con le istituzioni, supportare l’autoregolamentazione del settore e promuovere una cultura del risparmio improntata sul lungo termine attraverso una sempre più diffusa educazione sulla gestione del patrimonio. Soprattutto, come ha ribadito anche il presidente, “dare concretezza all’Articolo 47 della nostra Costituzione, che riconosce il valore del risparmio e la sua rilevanza economico-sociale”. È proprio questo impegno che ha ispirato la scelta di ideare il Salone del Risparmio 2024 come occasione per offrire uno spazio di dialogo ricorrente tra tutti gli attori della catena del valore. Giunto alla 14edisima edizione, l’evento si è imposto negli anni quale punto di riferimento dell’industria e occasione in cui costruire insieme soluzioni utili allo sviluppo economico sostenibile. L’appuntamento di quest’anno si svolgerà dal 9 all’11 aprile, di nuovo in presenza presso l’Allianz MiCo di Milano o online su FR|Vision, e si prevede arriverà ad ospitare 15mila partecipanti.
Fabio Galli, Direttore Generale di Assogestioni
“Sarà un onore celebrare questo anniversario da Presidente all’imminente Salone”, ha precisato Trabattoni. Gli ha fatto eco il Direttore Generale dell’Associazione, Fabio Galli: “Alla tre-giorni celebreremo questo compleanno guardando già ai prossimi 40 anni e oltre, con tre chiavi interpretative: fiducia, innovazione e complessità. Lo slogan ‘Il futuro ha un grande futuro’ acquisisce quest’anno ancora più significato e ci proietta verso le prossime sfide, forti dei risultati ottenuti finora”.
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