Infrastrutture, private credit e nuove strutture di prodotto stanno ridisegnando la geografia del risparmio gestito globale. Ma secondo l’asset manager, il Vecchio Continente sarà tra i mercati a più rapida crescita globale entro fine decennio
L’Europa si prepara a diventare uno dei poli più dinamici al mondo per gli alternativi. È quanto emerge dalle nuove stime di BlackRock, secondo cui il patrimonio dei fondi di categoria domiciliati nel Vecchio Continente supererà i 5.000 miliardi di euro entro il 2030 grazie a uno dei tassi di crescita annualizzata più alti al mondo. Una tendenza che, secondo il colosso guidato da Larry Fink, sarà alimentata soprattutto da tre forze strutturali: la ricerca di capitali per sostenere transizione energetica e digitalizzazione, un sistema industriale dominato da PMI a controllo privato, l’evoluzione del quadro normativo nella direzione di una democratizzazione del settore. E se è vero che la stessa società USA si è già imposta tra i primi cinque player globali in questo universo, grazie a 663 miliardi di dollari in gestione e investimenti per oltre 70 miliardi di euro proprio sulla sponda orientale dell’Atlantico, i piani a cinque anni parlano ora di un obiettivo di raccolta cumulata oltre i 400 miliardi.
Ad aprire l’evento stampa di accompagnamento alla diffusione dei dati raccolti dalla società è stato il suo vicepresidente Philipp Hildebrand, che ha parlato di un continente al centro di una trasformazione radicale. “Sotto l’effetto di forze come l’intelligenza artificiale e la transizione verso economie low-carbon”, ha spiegato, “stiamo vivendo una riconfigurazione generazionale dei mercati globali che vede l’Europa alla ricerca di bacini di capitale più profondi per finanziare la crescita e l’innovazione del suo ampio tessuto di imprese private”. Ma le condizioni macro, dai tassi di interesse in discesa all’inflazione più moderata fino ai nuovi target di crescita definiti dai governi, stanno migliorando già oggi il sentiment degli investitori nei confronti del Vecchio Continente. Secondo il sondaggio realizzato da Preqin, che è confluita nell’universo BlackRock dopo l’acquisizione dell’anno scorso, i Paesi dell’area occidentale hanno infatti registrato il maggiore aumento di investitori che la considerano un mercato di opportunità.
Fundraising, deal-making e sentiment: i trend chiave secondo Preqin
L’evento è stato anche l’occasione per presentare l’ultimo report realizzato proprio da Preqin, intitolato European Private Markets 2025. Dallo studio è emerso come l’attività di fundraising sia in accelerazione: solo nella prima metà del 2025 i fondi infrastrutturali europei hanno infatti raccolto 55,4 miliardi, già oltre i volumi totali del 2024. Buona anche l’evoluzione del sentiment, con la parte occidentale del continente a registrare il maggiore incremento di investitori che la considerano un mercato ‘top opportunities’. Infine, da sottolineare la crescita del deal-making cross-border: un fenomeno che denota come le nostre latitudini attirino sempre più capitale internazionale nonostante il temporaneo rallentamento del numero di operazioni.
Infrastrutture: l’asset class protagonista della nuova Europa
Gonzalo Garcia, partner di Global Infrastructure Partners di BlackRock
Tra i segmenti più dinamici, spiccano le infrastrutture. A fine 2025 il patrimonio dei fondi dedicati in Europa toccheranno quasi 600 miliardi di euro, ha stimato l’asset manager USA, con una crescita più rapida di qualsiasi altra regione al mondo negli ultimi cinque anni. Ed entro il 2030 potrebbero superare addirittura i 1.100 miliardi di euro, raddoppiando rispetto a oggi. Secondo Gonzalo Garcia, partner della controllata di BlackRock chiamata Global Infrastructure Partners, “Il Vecchio Continente rappresenta una delle destinazioni più attraenti investimenti di questo tipo perché fattori come la trasformazione energetica, la digitalizzazione, e il re-shoring delle supply chain stanno creando un’opportunità generazionale da 95.000 miliardi di dollari”. Ecco perché BlackRock intende posizionarsi come partner di lungo termine di governi e corporate europei per finanziare progetti strategici, dal rinnovamento delle reti energetiche alle infrastrutture digitali.
Private credit: il motore silenzioso della nuova crescita
Matthieu Boulanger, head of Europe for Private Financing Solutions presso HPS di BlackRock
Parallelamente, il colosso USA è convinto che l’espansione del private credit stia assumendo un ruolo cruciale. Oltre il 90% delle aziende con ricavi superiori a 100 milioni di dollari in Europa e Regno Unito è infatti a controllo privato, un mercato che viene considerato ideale per il finanziamento diretto nella stagione storica caratterizzata dall’arretramento del credito bancario. Non stupisce dunque che la società abbia formulato previsioni di grande crescita per l’asset class, stimando che le masse possano raggiungere i 450 miliardi di euro nel 2025 e sfiorare gli 800 miliardi entro la fine dei prossimi cinque anni. Per Matthieu Boulanger, head of Europe for Private Financing Solutions presso la società di BlackRock HPS, il segmento diventando “un pilastro dell’economia continentale” perché offre alle imprese capitali essenziali e agli investitori diversificazione ma anche protezione dall’inflazione e accesso a un motore di crescita finora appannaggio dei mercati pubblici.
La democratizzazione tra l’effetto ELTIF 2.0 e LTAF
Fabio Osta, head of the Alternatives Specialists Team in EMEA Wealth di BlackRock
Una delle svolte più rilevanti segnalate da BlackRock rispetto alla parabola dei mercati privati riguarda l’accessibilità. Se oggi i clienti wealth europei hanno infatti un’allocazione media agli alternativi pari all’1% del portafoglio, rileva la società, l’introduzione dei nuovi veicoli ELTIF 2.0 e LTAF promette di aprire agli investitori non istituzionali asset tutti i principali segmenti in cui si articola questo universo: dal private equity al private debt fino alle infrastrutture. “Stiamo entrando in una nuova era per i private markets”, ha detto l’EMEA Head of Alternative Specialists Team Fabio Osta, che ha aggiunto: “In futuro i portafogli del wealth management potrebbero evolvere verso una struttura 50-30-20 grazie ai nuovi veicoli evergreen”.
Dai premi di rendimento alla crescita delle masse, gli alternativi stanno ridisegnando i portafogli globali. E, secondo l'esperta, anche l'Europa sarà interessata. Ma per colmare il gap tra istituzionali e clienti privati serve spingere sull'educazione finanziaria
La crescita del private capital è di certo strutturale,. Ma richiede prodotti adatti, advisory avanzata e una segmentazione accurata. Le visioni di CFO SIM, Eurizon, Ersel e Larry
La crescita del private capital è strutturale, ma richiede prodotti adatti, advisory avanzata e una segmentazione accurata. Le visioni di Fideuram ISPB, Banca Aletti ed Euromobiliare Advisory SIM
Secondo l’analisi di Novantigo presentata a FocusRisparmio, i fondi evergreen sono destinati a superare i fondi chiusi di private market in termini di nuovi flussi, con la crescita più significativa degli AUM trainata dalle strategie in infrastrutture e private debt. Un mercato altamente concentrato, con un numero limitato di grandi asset manager a guidare lo sviluppo dei prodotti
Normativa più flessibile, nuovi fondi semi-illiquidi e focus sull’educazione finanziaria: così l’asset manager punta a portare i capitali retail verso private equity, private credit e infrastrutture. Castellani: “E l’Italia resta al centro”
Per il numero uno della casa di gestione, i driver del futuro saranno le innovazioni nei passivi e la democratizzazione degli alternativi. Italia il mercato principale in Europa, ma la nuova frontiera è l’Asia. E sul consolidamento: “Troppi player poco rilevanti, continuerà”
Crescono i dubbi degli addetti ai lavori sulla democratizzazione. Ma per l’Institute for Portfolio Alternatives, i pericoli dei fondi semi-liquidi per i retail sono esagerati. Con ELTIF in aumento e nuove regole in arrivo, il settore resta diviso. Intanto il mercato europeo continua a crescere
Il gruppo svizzero, che è attivo da tre decenni nei mercati privati e gestisce già 52 miliardi di dollari in asset alternativi, cavalca l’evoluzione del settore con nuove strategie
Per il ceo di Flexstone Partners, affiliata della casa di gestione francese con focus sugli alternativi, il 2026 sarà l’anno del riequilibrio per il settore: cash flow positivi, crescita dei secondari e più attenzione ai costi nella democratizzazione dell’asset class
La piattaforma del Gruppo Ifigest lancia in Italia la prima offerta diretta di fondi alternativi, integrando quattro gestori globali, e inaugura un nuovo standard per la fruibilità dei mercati privati
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