Secondo la società di gestione, cruciale per il successo del Dragone è l’accesso ai chip all’avanguardia. Senza, rischia di perdere il vantaggio nel mercato dei modelli aperti ed economici
Jensen Huang, ceo di Nvidia
“La Cina batterà gli Stati Uniti nella corsa all’intelligenza artificiale, grazie ai costi costi inferiori dell’energia e alle regole meno stringenti”. A suonare l’allarme è stato il ceo di Nvidia, Jensen Huang, che al Financial Times ha spiegato come l’Occidente sia frenato dal cinismo, mentre avrebbe bisogno “di più ottimismo”. Il verbo del super manager è già stato bollato come una profezia dai giornali, ma più di qualcuno non è così d’accordo sull’ineluttabilità del sorpasso.
Tra questi c’è Jozef Soja, research analyst di ARK Invest, secondo cui la partita è ancora aperta e anzi, senza chip all’avanguardia, i fornitori del Dragone rischiano di perdere il loro vantaggio nel mercato dei modelli aperti ed economici.
“Sebbene i modelli occidentali continuino a primeggiare nel campo del ragionamento scientifico, quelli cinesi stanno rapidamente colmando il divario”, afferma Soja. A suo avviso è infatti impressionante che le aziende cinesi abbiano conquistato la leadership nei modelli open weight (cioè liberamente scaricabili e modificabili) piazzandone ben nove nella top ten della classifica Artificial Analysis LLM sulle migliori prestazioni. “Questa accelerazione indica che la diffusione delle competenze in architetture, tecniche di addestramento e pratiche di selezione dei dati si sta concentrando lungo l’asse Stati Uniti–Cina, con poche eccezioni regionali come la francese Mistral”, osserva. Aggiungendo che ancora più rilevante è il ritmo sempre più rapido del miglioramento, nonostante le limitazioni hardware e le tensioni commerciali tra i due Paesi. La concorrenza sta insomma stimolando l’innovazione, abbassando i costi e accelerando l’adozione dell’AI.
La guerra dei costi
L’esperto sottolinea che mentre i modelli occidentali restano superiori sul piano del ragionamento puro, quelli cinesi puntano meno ai benchmark e più all’abbattimento dei costi e alla diffusione di massa. “Nel gennaio 2025, il modello DeepSeek R1 è stato lanciato con prestazioni inferiori rispetto all’o1 di OpenAI, ma con costi di inferenza più bassi del 90%. Grazie al formato open weight, anche i cloud provider occidentali sono stati spinti a offrire DeepSeek R1 a prezzi molto competitivi, attirando i clienti più sensibili al costo che alle prestazioni”, ricostruisce. Successivamente, entrambe le aziende si sono contese il primato del prezzo più basso per unità di prestazione, fino a quando, di recente, OpenAI ha riconquistato la leadership con GPT-5 Nano e il suo modello open weight gpt-oss-120B. “Ciò evidenzia la dinamica competitiva innescata dal lancio di DeepSeek R1 e il conseguente, straordinario calo dei costi dell’AI”, evidenzia.
Le ricerche di ARK mostrano infatti che, a parità di performance, i costi dei modelli di programmazione sono crollati del 99% nell’ultimo anno. Soja spiega quindi che, grazie ai costi contenuti e alle prestazioni ‘sufficientemente buone’, gli sviluppatori stanno affidando le attività di routine a opzioni cinesi più economiche, tanto che la loro quota di mercato dei token è aumentata da zero di fine 2024 a oltre il 30% di agosto. I modelli occidentali non hanno però rinunciato alla lotta per i carichi di lavoro a basso costo: “Dal suo debutto alla fine di agosto, Grok Code Fast 1 di xAI, un modello a basso costo con ottime prestazioni di codifica, ha ribaltato da solo gran parte dei recenti guadagni di quota di mercato della Cina”, precisa l’esperto.
Per Soja l’approccio di OpenRouter è incentrato sugli sviluppatori e potrebbe non cogliere tutti gli utilizzi aziendali tramite Azure (OpenAI) e AWS (Anthropic), tra gli altri cloud. Anche le implementazioni private e le interfacce di programmazione delle applicazioni (API) proprietarie distorcono i segnali relativi alle quote di mercato e, a suo avviso, “il fatto che molti di questi token siano inferiti sui cloud delle aziende occidentali suggerisce che le aziende cinesi potrebbero non trarre gli stessi vantaggi dei gruppi occidentali dalla monetizzazione o dalla raccolta di dati al di fuori della Cina”.
Quanto è duraturo il vantaggio competitivo di Pechino in termini di costi? Secondo Soja, finché continuerà a produrre modelli open weight performanti e poco costosi, la Cina potrebbe continuare a guadagnare quote di mercato, anche se fornitori americani come xAI e OpenAI non smettono di progredire. Tuttavia, avverte, a ostacolare le loro prestazioni ci sono i rischi legati all’offerta: l’accesso a hardware all’avanguardia per l’addestramento e l’inferenza, in particolare le GPU di Nvidia e AMD, e i vincoli strutturali sulla qualità degli acceleratori nazionali.
Cruciale per questi vincoli, spiega l’esperto, è la classificazione dei wafer semiconduttori. “I chip AI all’avanguardia, come i chip Blackwell3 o Hopper4 di Nvidia, utilizzano il nodo di processo da 4 nm di Taiwan Semiconductor, mentre la Cina è limitata alla produzione di wafer da 7 nm5, il nodo di processo che alimentava i chip Ampere di Nvidia nel 2020”, spiega. Chiarendo che le dimensioni delle fonderie cinesi limitano anche la produzione dei suoi nodi di processo più avanzati. Altro problema di Pechino è rappresentato poi dalle apparecchiature per semiconduttori. “SMIC e altre aziende cinesi hanno sviluppato internamente alcune capacità a 7 nm, ma la maggior parte delle loro attuali capacità a 7 nm e quelle limitate a 5 nm sembrano dipendere da macchine più vecchie di ASML che ora sono soggette a severe restrizioni all’esportazione”, precisa. “Secondo le nostre stime, la capacità produttiva lorda totale di transistor di TSMC nel 2024 era circa 38 volte superiore a quella di SMIC. Infatti, Huawei ha fatto ricorso alla società di Taiwan, violando i controlli sulle esportazioni, per produrre i suoi die Ascend 910”, completa.
A causa di tali vincoli, prosegue l’esperto, gli acceleratori di AI più competitivi del Dragone hanno dovuto affrontare alcune sfide. Ad esempio, l’acceleratore Ascend 910C di Huawei sembrava un valido concorrente rispetto a Nvidia, sebbene molto meno efficiente dal punto di vista energetico. “Dati i pochi vincoli energetici e l’obiettivo di indipendenza computazionale, la Cina è disposta a tollerare l’inefficienza energetica se i chip funzionano come pubblicizzato. Negli ultimi mesi, tuttavia, problemi tecnici associati al chip di Huawei, anziché agli acceleratori Nvidia utilizzati per addestrare DeepSeek R1, hanno ritardato il rilascio di DeepSeek R2”, analizza Soja. Ricordando che Huawei ha presentato una roadmap per i futuri chip che utilizzano memorie ad alta larghezza di banda prodotte internamente che potrebbero ridurre il divario con Nvidia. Tuttavia, per l’esperto il successo della società del Dragone dipenderà sia dalla competitività di tali chip sia dalla sua capacità di produrli su larga scala. “Per evitare concorrenti come Huawei e fornitori stranieri come Nvidia, Alibaba sta sviluppando un proprio chip, che potrebbe essere compatibile con alcune librerie di Nvidia. Tuttavia, ci vorrà del tempo per aumentare la produzione”, aggiunge.
Le condizioni per il sorpasso
Insomma, secondo Soja senza una soluzione ai limiti dei chip, i fornitori cinesi potrebbero perdere il loro vantaggio. Sia Meta che OpenAI, infatti, attualmente offrono modelli aperti e hanno piani ambiziosi per costruire data center multi-gigawatt con un’impronta grande quanto Manhattan: “Se colmeranno il divario in termini di rapporto qualità-prezzo, gli sviluppatori torneranno probabilmente ai modelli occidentali”, mette in guardia l’esperto. All’inizio di quest’anno, Huang ha stimato che il 50% degli sviluppatori di AI si trova in Cina e ha elogiato il Paese per i suoi contributi di livello mondiale. Tuttavia, perché gli sviluppatori cinesi possano continuare a ottenere risultati impressionanti, conclude Soja, Pechino “dovrà trovare un modo per superare le sfide infrastrutturali e hardware che si frappongono, negoziando una riduzione delle restrizioni alle esportazioni USA o accelerando il ritmo dell’innovazione interna”.
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